L’operazione che ha portato allo smantellamento di un’organizzazione criminale specializzata nell’immigrazione clandestina solleva interrogativi sulle dinamiche e le ramificazioni di tale business nel territorio campano. Al centro dell’inchiesta, coordinata dalla DDA di Napoli, figurano tre avvocati attivi tra San Giuseppe Vesuviano, Ottaviano e Nola, accusati di aver orchestrato un sistema per favorire l’ingresso illegale di stranieri in Italia.
Questi professionisti, a capo di altrettanti CAF, avrebbero sfruttato la domanda di permessi di soggiorno, richiedendo ingenti somme di denaro (fino a 10.000 euro) per agevolare le pratiche burocratiche, in particolare durante i “click-day”. Un business talmente redditizio da permettere a uno degli avvocati di acquistare una Ferrari, simbolo del lusso e del potere raggiunto grazie all’attività illecita.
Le indagini, avviate a seguito delle denunce di alcuni lavoratori immigrati, hanno rivelato un quadro allarmante, con il coinvolgimento di un poliziotto, che forniva supporto informatico all’organizzazione, e del clan camorristico Fabbrocino, che imponeva estorsioni e sfruttava i contatti con i CAF. Questo scenario evidenzia la capacità della criminalità organizzata di infiltrarsi nei settori economici legali, sfruttando le vulnerabilità del sistema e la disperazione di chi cerca un futuro migliore in Italia.
L’operazione ha portato al sequestro di beni per due milioni di euro e all’esecuzione di 45 misure cautelari, tra cui arresti in carcere e domiciliari. L’inchiesta è ancora in corso e mira a far luce su tutte le complicità e i livelli di responsabilità coinvolti in questo business illegale



