È un’indagine lunga e articolata quella che ha portato la Procura della Repubblica di Nola a disporre la custodia cautelare in carcere per due persone ritenute responsabili, a vario titolo, della morte di una bambina di quattro anni, avvenuta a Tufino nel dicembre 2024.
L’inchiesta ha preso avvio immediatamente dopo il decesso della minore, avvenuto nell’abitazione del nucleo familiare affidatario, dove i soccorsi erano stati allertati per le gravi condizioni del corpo. Da quel momento, la Procura ha coordinato una serie di accertamenti tecnici e investigativi volti a ricostruire il contesto in cui la bambina viveva.
Attraverso consulenze medico-legali collegiali, analisi informatiche, esami scientifici e la valutazione incrociata di dichiarazioni e dati, gli inquirenti hanno delineato un quadro di grave compromissione delle condizioni di salute della minore. Gli accertamenti autoptici avrebbero evidenziato una severa denutrizione, uno stato fisico definito “cachettico” e la presenza di traumi e lesioni di diversa natura.
Secondo l’ipotesi accusatoria, il decesso sarebbe stato preceduto da mesi di progressivo abbandono materiale e assistenziale, riconducibile a forme di grave trascuratezza. Una condizione che, sempre secondo quanto emerso, avrebbe favorito l’insorgenza di una patologia polmonare rivelatasi fatale.
Il giudice per le indagini preliminari ha ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza tali da giustificare l’adozione della misura cautelare, eseguita dai Carabinieri della Compagnia di Nola.
La Procura ricorda che il procedimento è ancora nella fase preliminare e che per gli indagati vale il principio di presunzione di innocenza. Resta inoltre il divieto di diffusione di atti e immagini che coinvolgano minori.



