“Posizioni personali”, secondo Chiarle. Sgambati parla di “scivolata” e Mascoli annuncia una discussione interna.
C’è un clima da resa dei conti nei sindacati dopo le “pazze” rivendicazioni dei delegati della fabbrica aeronautica Avio Aero di Pomigliano. Richieste all’azienda scritte in un comunicato affisso nello stabilimento lo scorso 17 ottobre. Tra le “proposte indecenti” contenute nel messaggio delle rappresentanze sindacali unitarie di Fim, Fiom, Uilm e Fismic, nell’ambito della trattativa per il rinnovo del contratto integrativo aziendale, erano finite i funerali gratuiti per i dipendenti e i loro familiari, cadeaux vari, del tipo penne e orologi di valore, e poi prestiti a tasso zero e “quote di assunzioni certe per i figli degli addetti”. Richieste del tutto fuori della normale contrattazione per lo stato sociale e i benefit, che hanno sollevato polemiche moltiplicate dall’inevitabile eco mediatica. Un disappunto che l’altro giorno ha spinto i gruppi dirigenti dei sindacati metalmeccanici a bacchettare senza ricorrere a mezzi termini ( com’è accaduto a proposito di un comunicato della segreteria nazionale della Fim Cisl ) i delegati dello stabilimento di Pomigliano, “rei” di aver avanzato richieste da subito considerate irricevibili oltre che del tutto estranee alla corretta linea sindacale, che dovrebbe puntare su questioni decisamente meno spicciole e populistiche ma molto più complessive e strutturali. Qualche esempio a proposito: il premio di risultato e il trattamento pensionistico, tanto per dirne un paio. Problematiche legate alle effettive ricadute sul futuro e sul presente dei lavoratori. Intanto, a proposito delle bacchettate al consiglio di fabbrica di Avio Pomigliano, c’è Claudio Chiarle, responsabile per il settore aeronautico della Fim Cisl, che in un comunicato diramato l’altro ieri “scarica” i suoi delegati di fabbrica dell’Avio di Pomgiliano. “Il comunicato rivendicativo del 17 ottobre scorso – scrive infatti il dirigente sindacale nazionale – è un’iniziativa di singole rappresentanze sindacali dello stabilimento Avio di Pomigliano”. “Lì -aggiunge Chiarle – sarebbe invece meglio che il consiglio di fabbrica, insieme alle strutture territoriali, spieghi ai lavoratori la nostra piattaforma in assemblea, prima dell’incontro con l’azienda”. Non c’è che dire: è una chiara presa di distanze dai delegati della Fim che hanno sottoscritto le “folli” richieste affisse lunedi scorso nella bacheca dello stabilimento. Ma anche i dirigenti della Fiom non scherzano. Maurizio Mascoli, della segreteria regionale e provinciale dei metalmeccanici Cgil, preannuncia una discussione sul comunicato. L’appuntamento è stato fissato a Pomigliano per dopodomani, martedi. “In quella data – specifica Mascoli – ci sarà la riunione del comitato degli iscritti della Fiom dell’Avio con la segreteria di Napoli e della Campania. Poi per giovedi 27 – aggiunge il sindacalista – è convocato il coordinamento nazionale della Fiom del gruppo Avio Aero. In queste sedi – chiarisce Mascoli – si definiranno le scelte per la contrattazione di secondo livello”. Giovanni Sgambati, segretario regionale della Uilm, è però ben più esplicito. Il dirigente sindacale campano a proposito del comunicato della rsu di Avio del 17 ottobre non una mezzi termini. “Che sia stata una scivolata non ci sono dubbi – dice – e ne è consapevole tutta la rsu di Avio. Ma noi – chiarisce il segretario Uilm – siamo fiduciosi che un passaggio assembleare con i lavoratori e le riunioni dei coordinamenti sindacali ci forniranno a partire dai primi di novembre una sintesi che ci permetta di intraprendere un negoziato con Avio all’altezza della sfida competitiva di un’azienda altamente tecnologica”. “E’evidente – conclude Sgambati – il valore dell’autocritica, non solo riconosciuto dai delegati, ma la migliore autocritica è superare gli errori e andare avanti con spirito positivo”.



