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Almaviva Napoli e Gepin Casavatore: ieri e oggi doppia mobilitazione

Presidi e bandiere davanti alle varie sedi istituzionali e alla sede di Poste Italiane.    

Dramma call center: scatta la mobilitazione dei lavoratori e delle istituzioni. Ieri, alcune ore dopo che i dipendenti e i sindacati della sede di Napoli di Almaviva, insieme ai loro colleghi della ex Gepin di Casavatore e della Ericsson, avevano manifestato sotto le mura del consiglio comunale di Napoli, i gruppi politici consiliari di maggioranza e opposizione hanno approvato un ordine del giorno: “no alla chiusura di Almaviva Napoli e agli 845 licenziamenti”. Lo stesso provvedimento consiliare contiene “la denuncia del grave atteggiamento tenuto da Almaviva” e la richiesta di “una lettera congiunta da sottoscrivere insieme ai sindaci di Palermo e di Roma con la quale si invita il premier Renzi a chiedere il ritiro dei licenziamenti o, in caso di rifiuto da parte dell’azienda, di avviare un’azione di rivalsa verso la stessa Almaviva allo scopo di recuperare tutte le agevolazioni e i contributi regionali e statali nel frattempo usufruiti dal gruppo imprenditoriale romano “. Intanto  i 220 ex dipendenti della sede di Casavatore della Gepin Contact, tutti licenziati il primo agosto scorso, hanno manifestato anche questa mattina, insieme agli altri 130 addetti Gepin licenziati nella sede di Roma, davanti al ministero dello Sviluppo Economico. Nel pomeriggio la manifestazione capitolina si è spostata davanti alla direzione generale di Poste Italiane, fino a qualche mese fa committente di Gepin. E nello stesso pomeriggio a Napoli, un altro gruppo di lavoratori ex Gepin ha formato un presidio durante i lavori del consiglio della Città Metropolitana, che ha approvato all’unanimità un documento di solidarietà alla vertenza. “Si tratta di intensificare queste azioni – spiega Salvatore Topo (Fistel Cisl) – senza una reazione vera non potremo contrastare efficacemente il disegno scellerato di queste aziende. Nello stesso tempo bisogna necessariamente confidare nell’azione istituzionale a tutti i livelli”. Dal ministero giungono nel notizie circa il cruciale confronto di giovedi 27 ottobre sui 2511 licenziamenti avviati per le sedi di Roma e Napoli di Almaviva. Il faccia a faccia organizzato al Mise (il primo, quello del 12 ottobre, era terminato con un nulla di fatto) è stato infatti anticipato alle ore 10 e 30 (l’inizio era stato fissato alle 15) dalla vice ministro allo Sviluppo Teresa Bellanova, il che fa prevedere un confronto molto lungo. “Per quanto riguarda il consiglio comunale di Napoli – commenta Osvaldo Barba (Slc Cgil) – ci aspettavamo che la discussione iniziasse subito. A ogni modo prendiamo atto che il documento impegna tutto il comune e siamo convinti che il sindaco De Magistris sarà con noi in questa vertenza. Ci aspettiamo – l’appello di Barba – anche un consiglio regionale mentre emerge la necessità di uno sciopero nazionale di settore”. E Massimo Taglialatela (Uilcom) rivendica “lotta al salario al di sotto dei minimi contrattuali, regolamentazione degli appalti e disincentivi alle delocalizzazioni”.

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