Denuncia fotografica degli ambientalisti.
Le foto risalgono all’inizio della primavera scorsa ma gli ambientalisti che le hanno scattate assicurano che dopo l’incendio del 18 luglio scorso e quello successivo di qualche giorno fa la situazione non è cambiata: c’è tanto amianto ammassato nel campo-discarica dei rom di contrada Mulino Vecchio ad Afragola, zona di confine con l’abitato a sud di Casalnuovo. L’eternit, spaccato e quindi reso pericoloso dallo sbriciolamento, è stato nascosto alla meglio tra i rifiuti ingombranti. Sempre secondo quanto riferiscono gli ambientalisti di Casoria che hanno fornito le immagini gli scarti fotografati non sono stati per fortuna toccati dai due incendi scoppiati a luglio. Il primo, quello del 18, era stato devastante. Una colonna spaventosa di fumo, immensa, si è impadronita per giorni di mezza provincia. Comuni come Casalnuovo, Pomigliano, Somma Vesuviana, Sant’Anastasia, Ottaviano, Castello di Cisterna, Marigliano, Busciano, San Vitaliano, Nola, sono stati letteralmente travolti dall’ammasso nero di detriti carbonizzati. Sgomento e incredulità hanno poi scuscitato le contestuali analisi dell’Arpac. L’Agenzia regionale per l’ambiente ha infatti comunicato che l’aria non è stata compromessa perchè l’inquinamento provocato dall’incendio si sarebbe mantenuto nei limiti di legge. Si attendono nel frattempo risultati di analisi più approfondite. Ma ora si chiede alle istituzioni preposte che facciano molto presto sul fronte della bonifica. L’area di Mulino Vecchio è rimasta una terribile boimba ecologica.





