Vincenzo Belgiorno è docente di ingegneria sanitaria-ambientale dell’università di Salerno.
L’Ato 3 è il consorzio di comuni che controlla il 53 % del pacchetto azionario della Gori, la società gestita dalla romana Acea e che dagli uffici di Ercolano riscuote le salatissime bollette pagate dagli utenti di tutta l’area vesuviana, dell’agro nocerino sarnese e della penisola sorrentina, Capri compresa: un milione e mezzo di persone. Ma l’Ato 3 è finita qualche settimana fa nella bufera a causa dell’inchiesta della Dda denominata Medea, dalla quale è scaturita una richiesta d’arresto per il commissario del consorzio, il deputato di Forza Italia Carlo Sarro.
A ogni modo, anche se il tribunale del Riesame ha fatto scricchiolare l’impianto accusatorio annullando la richiesta di custodia cautelare, il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, procede a passo spedito sul fronte della riforma di questo settore molto importante in quanto riguarda la gestione del nostro bene più prezioso, l’acqua appunto. De Luca infatti ieri ha rimosso Sarro e messo al suo posto Vincenzo Belgiorno, un professionista del settore, docente di ingegneria sanitaria e ambientale all’università di Salerno, feudo politico del presidente della giunta regionale.
Ora però non si sa quale possa essere il passo successivo. C’è chi, come Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale dei Davvero Verdi, invoca a questo punto anche la rimozione del presidente della Gori, l’esponente politico del centrodestra Amedeo Laboccetta, che peraltro ha fatto a Belgiorno gli auguri di buon lavoro. Ma il tutto non è stato ancora definitivamente giudicato dal Movimento Cinque Stelle, che ritiene inconsistente la linea della rimozione del solo Laboccetta e che insiste sulla necessità di rimuovere i privati in toto, cioè tutta la Gori in primis, dalla gestione dell’acqua, che deve tornare totalmente pubblica.



