Sette consiglieri comunali chiedono all’assessora Martino motivi e modalità con cui l’amministrazione ha erogato oltre 400mila euro alla Scpa, società che gestisce i servizi idrici e fognari.
Si arricchisce di altri elementi di polemica la vicenda dei quattrocentomila euro per la manutenzione e gestione delle pompe di sollevamento delle acque reflue, danaro erogato dal comune in favore della società di gestione del servizio idrico comunale, la Scpa. Questo perché dopo la denuncia inoltrata ai carabinieri della stazione di Acerra dagli ambientalisti Alessandro Cannavacciuolo e Antonio Montesarchio sono adesso molti dei consiglieri comunali di opposizione a battere i pugni con un’interpellanza urgente trasmessa all’assessore comunale al bilancio, Gerardina Martino. L’interpellanza, firmata dai consiglieri Giovanni Colantuono, Antonio Crimaldi, Vincenzo De Maria, Carlo Elmo, Giovanni Carlo Esposito, Giuseppe Tufano e Domenico Zito, punta “sull’ennesimo episodio – queste le parole utilizzate nell’incipit dell’interpellanza – di superficiale e dannosa amministrazione della cosa pubblica ad Acerra”.
Gli esponenti politici locali puntano sullo stesso argomento oggetto della denuncia consegnata ai carabinieri. Sia nell’esposto che nell’interpellanza si sostiene sostanzialmente che quei 400mila euro liquidati in favore della Scpa siano del tutto illegittimi visto che in base alla delibera di giunta, la numero 81 del 2014, che regola la tariffa del servizio di fognatura doveva essere la Scpa, e non il comune, a trovare le risorse per la manutenzione e gestione delle pompe di sollevamento delle acque fognarie, vale a dire per le stazioni ubicate in via Piave, via Tagliamento e nella strada provinciale Acerra-Pomigliano. “Successivamente alla delibera 81 però – specificano i consiglieri di opposizione – venivano liquidate, a firma dei dirigenti all’Ambiente e alla Contabilità, fatture per un importo complessivo di circa quattrocentomila euro alla Società Acquedotti Scpa per la gestione provvisoria degli stessi impianti nell’anno 2014”. “Ma – ricorda l’opposizione – l’incremento della tariffa per la fognatura comunale, con decorrenza primo gennaio 2014, è stato sostenuto, giustificato e motivato dalla delibera citata, proprio in ragione dei costi di gestione delle richiamate stazioni di sollevamento, e cioè “con copertura dei costi completamente garantita dai proventi della tariffa siccome sopra approvata”, e poiché non risulta che la stessa deliberazione numero 81 sia stata modificata o revocata da un atto successivo, c’è il concreto rischio che la stessa prestazione sia pagata dal comune e dai cittadini per due volte: sarebbe un danno intollerabile”.
I sette consiglieri comunali chiedono a Gerardina Martino di sapere “da un lato i motivi per i quali all’ultimo pagamento abbia provveduto, dopo diversi mesi dalla presentazione delle fatture, il dirigente alla Ragioneria e non quello all’Ambiente, e, dall’altro, l’effettiva portata nonché la vigenza della deliberazione 81/2014 di giunta comunale” e “se tali provvedimenti dirigenziali di liquidazione a favore della Società Acquedotti S.C.p.a. non si configurino come un evidente – potenziale – indebito arricchimento per la società partecipata – per un importo di oltre 400.000 euro – essendo i costi di gestione delle stazioni di sollevamento già interamente coperti dalla tariffa così come approvata con la deliberazione di giunta Comunale numero 81 del 2014 e quindi già totalmente a carico delle utenze, cioè a carico dei cittadini”.
(Fonte foto: rete internet)







