Referendum: garantire massima diffusione su data del voto e contenuti dei quesiti.
Palestina e Difesa europea: formalizzate le nostre posizioni.
Nel prossimo consiglio comunale, convocato per domani, verrà trattata la nostra mozione che impegna il Comune di Acerra, al di là delle posizioni politiche sul prossimo referendum, a utilizzare con imparzialità la comunicazione istituzionale ufficiale per diffondere la data e le informazioni complete sui temi dei quesiti proposti, ciò nel rispetto della nostra Costituzione che, all’art. 48, stabilisce che l’esercizio del voto è un dovere civico.
Verranno discusse, inoltre, anche 2 mozioni, presentate da altro gruppo consiliare, su Palestina e Piano di Riarmo europeo, su cui abbiamo formalizzato le nostre posizioni e alle quali restiamo vincolati.
Dopo aver attribuito anni fa ad Arafat il toponimo di una strada comunale, chiediamo al Consiglio comunale di riconoscere lo Stato della Palestina. Inoltre, nel condannare la scioccante brutalità di Israele a Gaza ma anche ogni atroce atto terroristico e di antisemitismo nei confronti di Israele, proponiamo che il Consiglio comunale chieda al Governo di adoperarsi affinchè alla Conferenza delle Nazioni Unite sulla Palestina, programmata per giugno 2025, gli Stati Uniti non esercitino il loro diritto di veto consentendo all’ONU di accogliere la Palestina come 194° Stato membro.
Sul Piano di Riarmo europeo, riconoscendoci nelle parole del Presidente della Repubblica e nelle sue esortazioni all’Europa a non scegliere l’immobilismo, se ne chiede una radicale revisione nella direzione della costruzione di una difesa comune europea nell’ambito di una autonoma politica estera europea.
In tale direzione, pur dando atto di una ripresa del confronto tra Federazione Russa e Ucraina ma senza il silenzio delle armi per evidenti responsabilità dell’invasore, chiediamo al Consiglio comunale di condannare, in modo fermo e inequivocabile, l’aggressione militare all’Ucraina, auspicando che l’Europa, a richiesta della resistenza ucraina, continui a sostenerla sul piano umanitario, economico e militare, ma anche proseguendo nell’iniziativa politica e diplomatica in corso.



