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Acerra, profughi respinti dalla popolazione: sfiorata una nuova Quinto

Quaranta giovani provenienti dall’Africa centrale sono stati dirottati in una struttura nella campagna di Giugliano.

Qualche giorno fa a Quinto, nel trevigiano, scatta la rivolta, con la popolazione locale che mette in scena roghi e blocchi e stradali pur di cacciare da un condominio popolare del paese veneto i profughi africani accolti, ma non si sa con quale criterio, dal governo italiano. E sul tardi di ieri, verso la mezzanotte, ennesimo focolaio di tensione, stavolta al Sud, ad Acerra, sedici chilometri a nord est di Napoli, cittadina problematica. E’ a quell’ora che arriva nel rione Spiniello, case nuove a profusione, spesso però fatte male e con pochissimi servizi, un bus con circa quaranta profughi africani. Il mezzo è scortato dalla polizia. Qui, nel rione Spiniello, una cooperativa di assistenza ha vinto un bando di gara ministeriale ed ha affittato tre villette a schiera nel parco Di Fiore, lotto G, condominio dormitorio alla periferia sud della città dell’inceneritore. Ma la gente del posto non ci sta. Scende in strada, qualcuno urla. Sono centinaia i cittadini ribelli per l’occasione. Tutti decisi a mandare all’aria il piano, già sconclusionato, del ministero degli Interni. Quindi, la decisione della polizia: i profughi devono essere dirottati altrove. Troppi rischi per l’ordine pubblico. Meglio evitare il peggio, quindi, meglio evitare una nuova Quinto. Intanto i ragazzi africani si guardano  atterriti. Attorno a loro c’è tanta ostilità che non riescono proprio a comprendere ciò che succede. Perché loro scappano da guerre e carestie. Altro che paura dell’uomo bianco di vedere l’uomo nero della porta accanto. Loro scappano da massacri veri e da una fame che non dà scampo. A ogni modo sul posto, ad Acerra, la polizia decide per la soluzione più saggia e cioè di portare i ragazzi africani altrove. E’ in quello stesso frangente che si trova la soluzione: una casa famiglia nella vasta campagna di Giugliano, venti chilometri più a ovest. Allora il bus con il carico di disperati fa marcia indietro e guadagna la strada che dà verso il litorale domizio. Subito dopo un camioncino carica di nuovo i materassi che erano stati predisposti per l’arrivo nel rione Spiniello dei giovani di colore in fuga. E così anche ad Acerra si consuma l’ennesimo respingimento spontaneo di profughi, l’ennesimo fastidio per il diverso. Il tutto sullo sfondo di una pianificazione governativa che non ha né capo né coda e che alimenta solo rabbia e rancori da parte delle popolazioni storicamente più svantaggiate. Oggi pomeriggio, infine, la chiusura di questa pagina di paure e pregiudizi, quando gli esponenti della maggioranza comunale lanciano una serie di comunicati con cui giurano di non essere stati mai avvertiti dell’arrivo dei profughi.

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