Sarà il segno del tempo che passa e che travolge tutto davanti al suo inarrestabile scorrere ma quel che è certo è che non si chiamerà più così la Casa del Fascio di Acerra, grande palazzo ubicato nel centro storico e scelto negli anni Venti come sede locale del Pnf, il partito nazionale fascista. Si perché praticamente da ora in poi l’edificio si chiamerà “palazzo don Antonio Riboldi”, in ricordo del vescovo emerito della città, scomparso a 94 anni il 10 dicembre scorso. Lo ha fatto annunciare ieri, attraverso un comunicato, il sindaco di Acerra, Raffale Lettieri, che ha appena ratificato con il Demanio l’acquisizione completa del palazzo, peraltro ubicato a pochi passi dal duomo, luogo in cui è stato tumulato il feretro del prelato anticamorra. Insieme allo stabile il comune ha acquisito dal Demanio anche un terreno di periferia, in località Madonnelle. Futuro prossimo ormai tracciato, dunque, quello dei beni demaniali appena passati all’ente locale a scopo culturale. Stando infatti sempre a quanto fatto annunciare dal sindaco Lettieri, palazzo don Riboldi, grazie all’utilizzo dei fondi europei, diventerà un centro culturale polivalente. Intanto già da tempo è stata rimossa dalla facciata dello stabile la scritta “Casa del Fascio”, la cui impronta è ancora appena visibile. Un gesto, questo dell’asportazione della targa, che in qualche modo costituisce per alcuni anche una sorta di processo di rimozione di un passato scomodo. Basti pensare che il presidente del consiglio comunale di Acerra, Andrea Piatto, qualche mese fa aveva scritto sui social la decisione di eliminare “finalmente” quel nome dal palazzo destinato alla riconversione. Cosa che aveva scatenato le ire dei militanti di destra, giovane leader cittadino di Fratelli d’Italia in testa, Raffaele Barbato, che aveva anche annunciato una petizione popolare contro la scelta di rimuovere il nome storico dell’edificio. Ma la decisione di intitolare a don Riboldi il fabbricato che fu del Pnf ha però neutralizzato le mosse della destra acerrana. “Alzo le mani davanti a don Riboldi – dichiara Barbato – resta però il fatto che secondo me questa è la giunta comunale degli annunci, solo degli annunci. Nel frattempo – aggiunge l’esponente politico locale – mi auguro che non si faccia speculazione sul nome del nostro vescovo, della nostra memoria storica, anche perché, tanto per fare qualche esempio di annuncio non concretizzato, qui stiamo aspettando ancora l’inaugurazione della sala Gutenberg ”. Si vedrà. Non è ancora chiaro quale progetto nello specifico sia in pentola per palazzo don Riboldi. Edificio che dopo essere stato la sede del Pnf cittadino è diventato poi sede pretorile e infine scolastica. Fino a qualche anno fa infatti ha ospitato il liceo scientifico, trasferito in una moderna struttura nell’immediata periferia della cittadina. Ora però il palazzo di via del Pennino, antichissimo decumano di Acerra, versa in condizioni davvero pessime. E’ stato letteralmente mangiato dal degrado provocato dall’abbandono. Nell’atrio principale un senzatetto ci ha ricavato una specie di rifugio coperto. Ma con la firma dell’acquisizione dal Demanio il Comune ha aperto una sfida non solo al passato ma anche al futuro di questo pezzo del centro storico di Acerra, ricco di storia ma ancora in attesa di un rilancio definitivo.



