Acerra, la Pasqua dei CUB asserragliati da giorni sul tetto del castello. Il vescovo scrive a De Luca

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Intanto i senza salario avvisano: “Da qui non ce ne andiamo fino a quando non ripristinano lavoro e stipendi “.   

Facce stanche, fatica che aumenta la profondità delle rughe di chi ha superato la cinquantina col peso di una sofferenza che ti rende più vecchio dell’età che hai. Da tre giorni  consecutivi alcuni lavoratori dell’ex Consorzio Unico regionale di Bacino, senza salario da 41 mesi, sono asserragliati sul tetto del castello baronale di Acerra. Hanno fatto sapere che ci resteranno per tutto il periodo della Pasqua, proprio durante la grande processione del Venerdì Santo, che ad Acerra è di quelle importanti.  Intanto il vescovo della diocesi, Antonio Di Donna, attraverso una missiva scritta oggi, chiede al presidente della giunta regionale, Vincenzo De Luca, e ai suoi assessori  che «Si facciano carico delle difficoltà e dei forti disagi dei lavoratori del Consorzio Unico di bacino». «Nelle ultime settimane – scrive Di Donna – si è acuita ancora di più la già drammatica situazione di questi lavoratori. Ad Acerra, in particolare, la forte protesta dura da tempo e non accenna a placarsi: essa è la conseguenza di un disagio sempre crescente che in questi mesi ha raggiunto livelli al limite della governabilità, ma soprattutto ha generato, e continua a generare precarietà familiare e psicologica. Intere famiglie si sono sfasciate – riferisce il prelato – e sempre più lavoratori hanno accusato malattie come la depressione». Per il vescovo di Acerra la soluzione di questa vertenza  «è una questione di giustizia e di dignità umana: questa annosa vertenza, che priva queste persone ormai da anni dello stipendio e dei loro diritti in quanto lavoratori attende di essere risolta al più presto, garantendo serenità e dignità ad ognuno, insieme alla propria famiglia».

 

 

Acerra, senza salario Cub barricato sul tetto del castello

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