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Acerra, la giunta: « via il nome Casa del Fascio ». Insorge FdI. Pd e M5S: « operazione buia: non c’entra la politica »

Saranno stati gli annunci del deputato Pd Emanuele Fiano, quelli sulla legge per l’eliminazione dei simboli fascisti. O forse no. Certo è che il sindaco e il presidente del consiglio comunale di Acerra vogliono togliere il nome alla Casa del Fascio, il palazzone del centro storico che nel Ventennio ospitava la sede del partito nazionale fascista ma che ora è abbandonato, ridotto in cattive condizioni. L’edificio è stato acquisito al patrimonio municipale appena l’altro ieri, durante un’infuocata seduta dell’assemblea cittadina. La destra locale, però, non ci sta al cambio del nome: promette battaglia. Fratelli d’Italia ha appena annunciato che darà il via a una petizione per impedire quello che già definisce « un anacronistico quanto inutile sfregio alla storia, all’identità di un territorio ». Ad alzare la tensione sono state poi le parole del sindaco Raffaele Lettieri, pronunciate giovedi in consiglio comunale, poco prima del voto – per la cronaca 19 si e 6 astensioni – sull’acquisizione dell’edificio. « L’importante è che toglieremo un bene al fascio: ognuno ha le proprie simpatie…», la stilettata del primo cittadino legato all’Udc e al Nuovo Centrodestra. Alcuni giorni prima a dare il via alla polemica “storico-politica” c’aveva pensato il presidente del consiglio comunale, Andrea Piatto, anche lui in maggioranza, un passato nei Verdi e un presente vicino a esponenti del Pd regionale. « La ex Casa del Fascio – le parole scritte da Piatto in un messaggio web – da giovedi diventerà proprietà dei cittadini acerrani per trasferirci funzioni e continuare nel recupero del centro storico, ovviamente dandogli un nuovo nome che bisognerà decidere insieme, istituzioni e città ». Parole subito duramente contrastate da Raffaele Barbato, ex candidato sindaco di Fratelli d’Italia. « Il sindaco con la sua maggioranza – stigmatizza Barbato – sta portando avanti un piano di eliminazione dell’identità del nostro territorio. Dopo aver eliminato lo stadio comunale, dopo aver tolto da piazza Castello la statua al milite ignoto, ora si tenta un’operazione unica in Italia: cancellare dalla memoria della nostra città l’ex Casa del Fascio. E’ una vergogna, un’azione politica di prepotenza, fatta senza nemmeno conoscere la storia, la storia di tutti gli italiani: faremo le barricate ».Ma dal canto loro le opposizioni consiliari non la vedono così. Carmela Auriemma, unico consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle, e Paola Montesarchio, segretaria cittadina del Pd e consigliere del gruppo “Ora si Cambia”, hanno chiesto la sospensione del provvedimento di acquisizione dell’edificio « perché l’operazione è poco chiara ». « Nella delibera – eccepiscono le due esponenti di minoranza – il sindaco e la giunta in modo inquietante non indicano quale sarà la destinazione della Casa del Fascio né precisano gli impegni di spesa: cosa c’è dietro ? ». Quel che si sa è che il secondo e il terzo piano erano già del Comune. La delibera di acquisizione dal Demanio a costo zero riguarda tutto il resto della struttura. Il palazzo, che un tempo ospitava la sede del Pnf e che durante la strage nazista di Acerra ( 88 civili uccisi il 2 ottobre del 1943 ) servì alle truppe tedesche come base logistica, versa ora in condizioni pietose. Di Case del Fascio in Italia ce ne sono 5mila. Nel dopoguerra quella di Acerra divenne prima sede del municipio e poi pretura. Fino ad alcuni anni fa ha ospitato la sede distaccata del liceo scientifico. Ora di tanto in tanto è preda dei senzatetto. Un segno dei tempi che sta infierendo anche a sinistra. A pochi passi dalla Casa del Fascio c’è la Casa del Popolo. Inaugurata nel 1980 da Enrico Berlinguer nella sua versione rinnovata alla fine. E’ stata sequestrata dalla Procura di Nola. Ad agosto un ragazzino di 14 anni e il suo orco si sono introdotti furtivamente all’interno. Il ragazzino è stato stuprato. Le indagini proseguono: Casa del Popolo off limits da mesi.

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