Il Comune aveva avviato i lavori di abbattimento dello stadio comunale per fare posto ad un parco pubblico e ad altre attrezzature. Ma in un’ampia zona del cantiere le ruspe si sono dovute improvvisamente fermare perché dal campo di calcio municipale sta affiorando l’antica città romana di Acerrae. Un’importante pagina di storia dell’hinterland partenopeo sta emergendo proprio sotto il profilo bianco e moderno del municipio, ubicato al di là del recinto dello stadio da eliminare.E’probabilmente la scoperta archeologica più importante finora fatta in questo territorio dopo il ritrovamento, all’inizio del secolo scorso, dei resti di Suessola, la città prima osca e poi etrusca ubicata quattro chilometri a nord di Acerra. Intanto la soprintendenza archeologica ha dichiarato “il fermo lavori” nell’area del cantiere in cui si sta procedendo al rinvenimento dei reperti. Non si sa a questo punto cosa possa succedere. Lo spazio dello scavo da cui sono affiorate le antiche vestigia già ricopre quasi mezzo campo di calcio ma l’opera degli archeologi è appena iniziata. La sensazione è che si stiano profilando nuove e più importanti sorprese. Lo scavo archeologico si trova a circa trecento metri a nord est del quattrocentesco castello baronale, sorto sui resti del teatro romano, e a cinquecento metri dal decumano e dal duomo. Si sospetta dunque che l’antica città romana fosse di notevoli dimensioni. Del resto Acerrae, con Neapolis, Nola, Pompei, Stabiae, Ercolano e Oplonti, era una delle città più importanti della cosiddetta Campania Felix. Molti dei suoi più preziosi reperti si trovano nel museo archeologico nazionale e nel nuovo museo allestito di recente nel castello baronale. Altre importanti antiche testimonianze acerrane sono custodite anche nel British Museum, a Londra. A ogni modo Acerra non è nuova a questi ritrovamenti. Qui basta scavare nel sottosuolo anche soltanto di mezzo metro per entrare a contatto con la storia. Sempre qui, tre anni fa, durante i lavori di rifacimento della strada provinciale che collega Acerra con Caivano è stata ritrovata una necropoli, quasi subito malamente ricoperta per consentire la prosecuzione delle opere viarie.






