La risposta degli addetti del Consorzio Unico di Bacino: ” E’ mobilitazione: corteo lunedì “.
L’operazione richiesta dal sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, è scattata all’alba di sabato, sotto la recinzione del municipio. Decine tra poliziotti municipali, agenti della Polizia di Stato e carabinieri hanno proceduto allo sgombero forzato del presidio dei senza salario del Consorzio Unico di Bacino, in sciopero della fame da martedi. Tende, lettini da campo e suppellettili varie: tutto smantellato, tutto gettato in terra, alla rinfusa, sbrigativamente.
L’accampamento, piazzato accanto al portone principale della casa comunale, l’11 novembre scorso, è stato tolto di mezzo. E’ stato eliminato anche ” l’orto della fame “, com’è scritto su un tabellone divelto. L’orto della fame era un fazzoletto di terreno provocatoriamente coltivato a ortaggi dai disoccupati, nell’aiuola antistante il municipio. Poi gli operai comunali hanno provveduto a cancellare alcune scritte rosse sui muri: ” La fame uccide “. Tensione altissima ieri. Subito dopo lo sgombero i senzatutto hanno tentato di entrare nel comune, aperto per il turno del sabato mattina. Ma un cordone di polizia non li ha fatti entrare. “E’ vergognoso” – ha gridato agli agenti Giovanni D’Errico, uno dei manifestanti”Cub” – “questo è uno stato fascista”.
Sul posto sono accorsi i giovani dei centri sociali, altri disoccupati, militanti della sinistra. Il municipio è rimasto presidiato dalle forze dell’ordine per tutto il giorno, anche a cancelli chiusi. Nel primo pomeriggio gli addetti del Consorzio unico di bacino hanno tenuto sul posto una conferenza stampa. ” Il sindaco ha fatto smantellare il nostro presidio – ha dichiarato D’Errico – perché deve fare le sue costose feste di Natale in città. Ma qui c’è una fame infinita mentre lui appartiene a una piccola casta locale. Dove si vive nella povertà non si può festeggiare a colpi di feste e luminarie che costano un occhio della testa. Dove si vive nella povertà bisogna rimboccarsi le maniche per dare risposte concrete sul fronte del lavoro e della vivibilità collettiva “.
E’ stato annunciato un corteo per lunedi pomeriggio, alle 18, davanti al duomo. D’Errico ha confermato l’intenzione di voler smantellare l’albero di Natale sintetico alto venti metri e fatto installare dal comune davanti alla cattedrale. Gli addetti del consorzio regionale Cub sono senza incarichi e salario da 36 mesi. Eppure figurano ancora nella pianta organica dell’ente. Sono stati assunti nel 2000 con l’obiettivo di potenziare la raccolta differenziata e garantire la sicurezza dei siti di stoccaggio, dopo aver fatto i corsi della Regione finalizzati. Poi però è saltato tutto. Nel 2011 la giunta Caldoro ha messo l’ente, giudicato inutile, in liquidazione.




