Venerdì 16 gennaio 2025 alle ore 18.00 la Libreria Ubik di Napoli, in Via Benedetto Croce, ospiterà la presentazione del libro Il bambino del miracolo di Nicolò Barretta, con le illustrazioni di Raffaella Garosi, edito da CN editore. A dialogare con l’autore sarà Antonio Maria Castaldo, regista e sceneggiatore, mentre l’incontro sarà moderato dal giornalista Giovanni Salzano. L’ingresso all’evento è libero fino a esaurimento posti.
La memoria come dovere e responsabilità si radica nel suo ruolo di custode della conoscenza umana. L’antropologa Caterina Di Pasquale nel suo “Antropologia della memoria. Il ricordo come fatto culturale”, propone una genealogia del discorso scientifico sulla materia a partire dalla fine dell’Ottocento. Nel testo oltrepassa le divisioni classiche tra memoria come meccanismo organico e dovere simbolico, ma anche tra quella individuale e collettiva, nonché tra privata e pubblica. L’autrice propone una riflessione antropologica sul ricordare come pratica culturale, dove i segni lasciati dal passato – in teoria – dovrebbero avere il potere di trasformare ciò che è accaduto in lezione. Perciò, la memoria non è vista come una semplice registrazione passiva del passato. L’intero processo è una costruzione sociale della realtà che plasma l’identità individuale e collettiva attraverso la narrazione. Diventa persino un dovere quando non si accontenta, pone domande, denuncia ingiustizie e spinge verso la verità.
Ci vorrebbe un libro per trasformare il ricordo in racconto, l’esperienza individuale in testimonianza collettiva, affinché ciò che è stato non resti confinato nel silenzio, ma diventi consapevolezza condivisa.
“Il bambino del miracolo” di Nicolò Barretta, con le illustrazioni di Raffaella Garosi (edizioni CN), nasce esattamente da questa esigenza. Il cuore del testo è la memoria personale, familiare e collettiva. Ricordare non è solo un atto privato, ma un impegno etico verso chi verrà dopo. Un atto di responsabilità verso il presente e verso il futuro.
“Il bambino del miracolo” racconta la storia del padre dell’autore, un’esistenza segnata fin dai primissimi mesi di vita dall’orrore della guerra. È un libro che si fa monito della potente testimonianza di una Storia vissuta sulla propria pelle.
«Questo racconto parla di sopravvivenze che non fanno rumore e che proprio per questo rischiano di essere dimenticate. È un atto di memoria intima e civile, dedicato a chi ha attraversato il buio senza sapere che, un giorno, qualcuno avrebbe raccontato la sua storia.- Ci rivela l’autore Nicolò Barretta – “Il bambino del miracolo” nasce da una storia familiare che ha una data precisa, l’11 gennaio 1943, e un luogo reale, ancora oggi attraversabile: Palazzo Buscio, detto Muscio
in dialetto, in via Salvator Rosa 121 a Napoli. È lì che, durante un bombardamento della Seconda guerra mondiale, un bambino di nome
Federico Barretta, di appena tre mesi, si salva miracolosamente mentre tutto intorno crolla. Sarà l’unico dei settanta bambini presenti nel rifugio antiaereo a sopravvivere.»
Federico nasce a Napoli nel settembre del 1942, in pieno conflitto mondiale. La madre Anna vive con la sua famiglia in via Salvator Rosa, una strada di un quartiere popolare, animato da voci di bambini, suoni e rumori quotidiani. Ha poco più di tre mesi quando affronta incosciente, stretto tra le braccia della madre, un’incursione aerea che trasforma in pochi minuti la normalità in devastazione.
Circa trecento persone, tra cui settanta bambini, cercano rifugio nei sotterranei. Lo spostamento d’aria provocato dalle esplosioni scaraventa il piccolo Federico lontano dalla madre, che rimane sepolta fino alla cintola, con le gambe incastrate sotto le macerie. Tra polvere e detriti, un pompiere accorre in aiuto delle sorelle Gilda e Franca, impegnate a liberarla.
A tre ore dal disastro, Federico viene estratto vivo dalle macerie. Soccorso e curato nell’ospedale militare dalle suore di Carità, sarà l’unico bambino a sopravvivere. Per questo, nel rione, verrà ricordato per sempre come “il bambino del miracolo”.
«Quel luogo non è solo uno spazio fisico, ma un punto di origine emotivo: una ferita e, insieme, una soglia. – Aggiunge Barretta –
Scrivere questo libro ha significato tornare idealmente in quel luogo, ascoltarne il silenzio e interrogare le mura che hanno conosciuto la paura e, contro ogni previsione, la possibilità della vita.»
L’innocenza violata è uno dei nuclei più dolorosi e significativi del libro. Federico, “Il bambino del miracolo”, non è solo un sopravvissuto, ma il simbolo di un’infanzia travolta da una violenza che non distingue e non risparmia. La guerra irrompe nella sua vita quando non ha ancora coscienza del mondo, colpendo il corpo fragile di un neonato. In questo gesto cieco e disumano si consuma la violazione di chi non ha colpa, voce né possibilità di difesa.
Eppure, sopravvive, e la sua vita diventa la prova che, anche nel punto più basso della distruzione, può nascere una possibilità di futuro. Il “miracolo” non è soltanto biologico, ma simbolico, è la resistenza della vita contro la logica della morte.
Federico cresce portando con sé una ferita originaria che non ricorda direttamente, ma che lo definisce. La sua esistenza testimonia come la guerra continui a vivere nei corpi e nelle storie di chi l’ha attraversata, anche quando le armi tacciono. La sua sopravvivenza apre lo spazio alla speranza di trasformare il trauma in racconto. Federico incarna non solo ciò che la guerra distrugge, ma anche ciò che non riesce a cancellare.
L’autore
Nicolò Barretta (Mantova, 1986) è laureato in Filologia Moderna. Insegna materie letterarie nelle scuole superiori ed è docente a contratto di Glottologia e Linguistica presso la sede di Mantova di Unicollege. Giornalista pubblicista, ha lavorato come redattore per produzioni televisive nazionali. Critico cinematografico, è giurato al Premio Letterario Nazionale Enrico Ratti e vicepresidente delle associazioni culturali “Arte dell’Assurdo” e “Oggi mi vedo d’essai”. Tra le sue opere: La signora della Tv. Fenomenologia di Maria De Filippi (Unicopli, 2013), Un conduttore in cattedra. Il bullismo raccontato ai ragazzi (Unicopli, 2016) e il romanzo per ragazzi La clinica dei misteri (Il Rio, 2024), vincitore della Targa Montefiore e del Diploma di merito al Premio Città di Sarzana.



