Consiglio Comunale movimentato quello dello scorso 4 dicembre. All’ordine del giorno, l’approvazione del Bilancio di previsione del 2013, ma si è finiti a parlare, con toni non certo pacati, della chiusura del “Mercato Ortofrutticolo”.
“Ho un camion pieno di cavolfiori. Domani mattina dove lo porto?” Questa frase, molto significativa, urlata con sofferenza da uno delle centinaia di lavoratori del mercato, che affollavano l’aula consiliare e dintorni, rappresenta una sintesi della “questione mercato”.
I cavolfiori, famiglia delle crocifere, varietà Brassica Oleracea, sono piante tipiche delle campagne del sud. Maturano d’inverno e sono presenti nella cucina napoletana, soprattutto nel periodo natalizio. Nel gergo popolare, non è molto edificante ricevere l’appellativo di “cavolfiore”. In termine sta infatti ad indicare un soggetto imbranato, maldestro e poco sveglio, insomma un incapace.
Metaforicamente parlando, i cavolfiori sono quei politici che hanno governato, più o meno da sempre, Volla, Napoli, la Campania e la stessa Italia, portandole agli ultimi posti delle classifiche più negative che si possano immaginare. Politici che hanno l’abilità e la sfacciataggine di “palleggiarsi” ancora oggi le responsabilità e le colpe dei disastri avvenuti a danno della popolazione. Politici rinominati, riciclati e riadattati, di destra, di sinistra e di centro, che insistono strenuamente a voler governare e a voler risolvere problemi molto più grandi delle loro piccole capacità. Politici abusivi e in cattiva fede.
I cavolfiori sono quelli che speculano sulla situazione incresciosa e difficile che si è venuta a creare per l’incapacità della politica e per la sottocultura imperante, ergendosi a paladini, indicando e promettendo soluzioni facili e illegali. Cavolfiori sono anche quegli operatori del mercato che, fieri e inadempienti, pur sapendo delle loro illegalità storiche, hanno sempre fatto finta di niente, ammaliati dal canto delle sirene amiche, dai facili guadagni e da illegali provvedimenti favorevoli. I cavolfiori, infine, sono i prodotti della nostra terra inquinata e distrutta dalla scellerata mano dei suoi stessi figli.
Prima del consiglio comunale, in un clima di assedio, c’era stata una riunione tra l’amministrazione e i rappresentanti del mercato, che avevano fatto un notevole passo avanti nella loro posizione, convinti che il trasferimento al CAAN fosse l’unica soluzione legalmente perseguibile. Al tempo stesso avevano chiesto dignità, diritti e una proroga alla chiusura definitiva del “Mercato Scaduto” di via Napoli. Un passaggio graduale, che potesse avvenire nel giro di qualche settimana, soprattutto considerando il periodo di festività natalizie, dove l’economia in genere respira e subisce un incremento. Dopo la riunione, sembrava che le parti avessero raggiunto un accordo.
Poi, invece, ha avuto inizio il consiglio comunale ed il proscenio è stato preso dalla politica.
Botta e risposta tra la minoranza (P. Petrone, A. Viscovo, S. Ricci, G. Annone) e la maggioranza (A. Guadagno, G. Navarro, M.R. Buonocore, D. Viola, I. Aprea), in quella che è stata definita “una lunga e ingarbugliata storia”, nella quale ci sono stati abusi e carenze d’ufficio, promesse e termini negativi.
“Accuse, demagogia, populismo, irresponsabilità, scarsa strategia, accordi di programma disattesi, crisi, delocalizzazione, illegittimità degli atti, volontà politica, posti di lavoro, occasione di sviluppo persa, legalità, aizzare la gente contro l’amministrazione, ecc”. Parole pesanti urlate da una parte all’altra dei banchi dell’aula, mentre i cittadini, soprattutto le famiglie dei commercianti, applaudivano o inveivano contro il politico di turno a seconda delle posizioni prese. Ad un intervento favorevole si alternava uno sfavorevole.
Tutto questo mentre Polizia, Carabinieri, e Vigili Urbani numerosi presidiavano, sperando di non dover intervenire. Ad un certo punto il presidente del consiglio è stato costretto a sospendere per sopraggiunte intemperanze, per fortuna subito svanite. Mentre la gente arrabbiata, abbandonava l’aula, dietro le quinte il borgomastro era assalito da mille dubbi e responsabilità sulle decisioni da prendere, sia per il parere negativo e irremovibile dato dai suoi tecnici di fiducia (avvocati e segretaria comunale) sulla illegalità della proroga, sia per le diverse posizioni politiche in seno alla maggioranza. Alla fine del dibattito, molto acceso, teso e contraddittorio, è venuta fuori la proposta di un tavolo tecnico con i vari attori del processo, prefettura e regione in testa, per trovare il modo legale di prorogare e consentire il passaggio graduale e indolore nel CAAN. Saranno avviate le trattative per il tavolo tecnico.
Alla ripresa dei lavori del consiglio, quando si è trattato di discutere il bilancio, cioè l’ordine del giorno, la minoranza, per protesta, ha abbandonato l’aula svuotandola delle sue contraddizioni. “Perchè il borgomastro è stato aggressivo. Si è scagliato contro la minoranza indiscriminatamente accusandola di populismo e di irresponsabilità. Io non credo di essermi comportato così e di aver meritato quel trattamento”, ha dichiarato Andrea Viscovo. Alla fine, il bilancio di previsione dell’anno in corso 2013 è stato approvato all’unanimità dai presenti (solo la maggioranza), mentre l’operatore di mercato, l’autore della famosa frase, questa mattina ha svuotato il suo camion pieno di cavolfiori nel vecchio mercato di via Napoli, ancora funzionante, nonostante la sua decadenza.




