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Volla, Caan: un’opera che non decolla

E’ scontro tra le varie componenti pubbliche e private del CAAN, che si contendono la gestione futura del centro agroalimentare del Napoletano.

Il Centro Agro Alimentare di Napoli (e Volla ndr) nasce nel 1989. Lo “scopo”, ambizioso, era realizzare una struttura mercatale polifunzionale e moderna, in sostituzione di quelle di Napoli e di Volla, per garantire una migliore gestione del commercio all’ingrosso e dei servizi logistici connessi, nei settori Ortofrutticolo, Ittico, Carni, Caseario, Floricolo e Polivalente.

La comunità di Volla aveva ceduto alle lusinghe e alle promesse della vecchia politica centralistica “concedendo” una gran bella fetta del proprio territorio (circa 362.000 m2), per realizzare l’opera.
Tra i soggetti interessati furono stilati degli accordi di programma. Poi, la cosa si arenò tra gli inciuci e i mancati affari della mala politica. Intanto, il tempo trascorreva facendo perdere al progetto la sua prerogativa di opera moderna. Nel 2000 i lavori ripresero e nel 2005 la struttura sorse come cattedrale nel deserto, perchè i soldi stanziati per le opere infrastrutturali esterne furono stornati. Quindi, niente infrastrutture e accordi di programma saltati.

Oggi, il CAAN, al di là di quello che avrebbe dovuto rappresentare, e cioè una risorsa per il territorio per la valorizzazione della produzione locale e della crescita economica, occupazionale e strutturale, è un contenitore soprattutto di “contese fratricide” tra poteri politici pubblici e privati, anche se al suo interno persistono tante attività imprenditoriali serie e significative.
Infatti, con un comunicato stampa di alcuni giorni fa, inviato anche agli esponenti del Movimento 5 Stelle, l’Assomercati Campania ha denunciato “il colpo di mano dell’Amministrazione Comunale di Napoli, della Camera di Commercio, del Comune di Volla e del Banco di Napoli, a danno dei soci privati del CAAN, in seguito alla modifica del vecchio statuto – perchè – la rappresentanza dei soci privati prevista è stata cancellata e messa fuori dal CDA”.

Così facendo ” : è stato violato il principio che la legge 41/86 e le successive delibere CIPE, che imponevano la presenza delle associazioni di operatori privati del settore per poter costituire le società consortili per azioni come condizione per accedere ai finanziamenti previsti dalla suddetta legge”.

L’epurazione è stata imposta “in ossequio alla spending review – anche se – questo costituisce solo un pretesto visto che i due consiglieri designati e presenti nell’attuale CDA, insieme, in tre anni, hanno incassato circa cinquemila euro, rispetto ai centocinquantamila incassati dal presidente, ai centoventimila dall’AD e ai circa centoottantamila euro incassati dai due vicepresidenti”.

L’Assomercati, inoltre, contesta la riduzione a cinque membri del CDA che “rappresenta una presa in giro”, e chiarisce che “un modello a tre sarebbe stato più adeguato alle esigenze della normativa vigente”. Poi, consiglia di stabilire nuovi criteri per i compensi agli amministratori introducendo “una quota dello stipendio fissa e una parte incentivante”, in base ai risultati.
Infine, i rappresentanti dell’associazione si “appellano alla sensibilità del Sindaco di Napoli affinchè prenda in considerazione la presenza di un privato nel CDA per il bene del CAAN e per riconoscere ai privati la loro funzione di protagonisti per lo sviluppo futuro”.

La politica Vollese succedutasi in tutti questi anni non è stata in grado di gestire e controllare la superiorità “capitalistica” del socio di maggioranza, il Comune di Napoli, che ha saputo solo alternare poltrone e ostentare il suo potere, sprecando molti soldi pubblici. In alcune ultime assisi comunali era venuta fuori prepotentemente la questione dei mercati (CAAN e quello di Volla) che non è stata ancora risolta. La politica attuale, “timidamente”, si è limitata alla sostituzione di un suo membro nel CDA del CAAN e all’intenzione di consegnare a questi la parte dell’area residua del vecchio mercato (in via Napoli), di proprietà comunale sulla quale, nonostante tutto, sta “funzionando” ancora il vecchio mercato.

Quindi, non solo “insoddisfazioni” tra i consiglieri vollesi (vedi le dimissioni di Manfellotti dalla commissione CAAN e le “assenze degli Indipendenti” Petrone L. e Buonocore), ma anche conflitti interni tra i vari operatori ortofrutticoli per un’opera che rappresenta l’emblema dell’insuccesso della “sinergia tra pubblico-privato e territorio”, perchè non è stata capace di creare benessere e opportunità per la sua comunità. Ma, forse, questo era solo un pretesto. A qualcuno servivano i terreni del vecchio mercato di Napoli, al Centro Direzionale. Volendo parafrasare il “motto” del Movimento 5 Stelle, forse anche il CAAN avrebbe bisogno di essere aperto, come una scatoletta.

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