Siamo tornati dopo più di venti giorni sui luoghi di Let’s do it Vesuvius per verificare lo stato dell’arte. Inutile dire che nulla è cambiato. Video e Fotogallery
Ventitré giorni fa intervistammo il sindaco facente funzioni di Terzigno, era il nove giugno scorso, e lo facemmo durante la manifestazione Let’s do it Vesuvius, e, in quell’occasione, il sindaco Stefano Pagano promise con un buon margine di sicurezza, che in venti giorni sarebbe stata espletata la gara d’appalto e avviata la pulizia di via Campitelli e Piana Tonda (VEDI).
Noi, dal canto nostro, avremmo verificato lo stato dei fatti. Per cui ci siamo recati ieri mattina, primo luglio, nei luoghi della pulizia di Let’s do it Vesuvius e l’unica cosa rimossa era stata quella dei rifiuti non speciali, raccolti dai volontari in quell’occasione. In più abbiamo trovato nuovo rifiuto speciale, nuovi bustoni e nuova sporcizia lì portata dagli estemporanei pic-nic. Riscontriamo la stessa situazione per i rifiuti nella pineta di Piana tonda, sempre lì, nei loro eclatanti bustoni bianchi, tra bambini festanti sulle loro biciclette e gente a far footing come se niente fosse. Qualcuno sosterrà , come avvenuto all’indomani dell’evento ecologista, che non è stata gente del posto a farlo ma francamente ci permettiamo di dissentire vista l’assurdità di tali affermazioni.
Del resto chi si assumerebbe il rischio e la spesa di trasportare i suoi rifiuti da luoghi lontani? Inoltre i rifiuti sono di per sé anonimi ma volendo possono anche parlare, soprattutto quando sono esplicitamente legati ad attività economiche locali o quando addirittura c’è chi ci lascia dentro le fatture! Chi scrive certe cose e con tanta sicurezza o è stato presente a uno sversamento abusivo, e a questo punto converrebbe capire perché non lo ha denunciato o, cosa molto più probabile, ha partigianamente strizzato l’occhio alle amministrazioni inadempienti nei controlli e ai quei cittadini di Terzigno, che amano disfarsi abusivamente dei loro rifiuti e vivere nel pattume. La stessa voce ha poi sostenuto che la pulizia di Let’s do it peserà sulla futura TARSU terzignese, ora non vorremmo che si prendesse la palla al balzo e si decidesse di accollare all’evento decisioni impopolari già prese in precedenza e incoerenti con le opere di bonifica finanziate con soldi statali. Ai posteri l’ardua sentenza.
Ma facciamo un passo indietro, i rifiuti, nella miriade di bustoni bianchi presenti nella pineta di Piana Tonda erano stati raccolti dall’ASTIR, una società in house della Regione Campania e messi, in maniera più o meno differenziata, in quei sacconi che stanziano da più di un anno nella splendida pineta. Il comune di Terzigno decide allora di rivolgersi a un’altra società a partecipazione pubblica (ma stavolta ad azionariato del Ministero dell’Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare e quello delle Infrastrutture), la SOGESID, incaricata proprio dal Ministero dell’Ambiente di bonificare il territorio di Terzigno e per questo erano stati stanziati più di otto milioni di euro. L’idea era quindi quella di far rientrare Piana Tonda e via Campitelli in un opera più ampia di bonifica.
La SOGESID, mettendoci un po’ di tempo, ha accettato l’inclusione di quelle aree e ha indetto una gara d’appalto, non occupandosi direttamente della pulizia, e per dare quindi incarico a un’altra società che prendesse i rifiuti e li smaltisse. La gara d’appalto è stata chiusa il 20 maggio, il 4 giugno hanno aperto le buste e ancora non si sa chi l’ha vinta. Sul sito della SOGESID troviamo comunque qualche notizia relativa alla gara, ufficialmente ancora in corso, ma troviamo anche la seguente comunicazione: “Si rende noto che, il giorno 01 luglio 2013 alle ore 15.00 presso gli Uffici della sede sociale della Sogesid S.p.A. di Roma siti in via Calabria n.35, si riunirà in seduta pubblica, la Commissione Esaminatrice delle offerte pervenute. […]”. Ad oggi, 2 luglio, non si sa ancora niente e speriamo per il meglio.
Del resto c’è da chiedersi, a più di venti giorni da quella data, come mai, a operazioni compiute, non ci si adoperi per far fronte allo scempio di Terzigno. Vogliamo sperare che sia stata la burocrazia e i suoi imperscrutabili cavilli a rallentare il passo dell’amministrazione locale e quella nazionale e speriamo che al nostro nuovo ritorno su quei luoghi si possa trovare un ambiente più degno per un Parco Nazionale e per un qualsiasi altro luogo civile.

