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Terra dei Fuochi, rinnovo del permesso all’inceneritore: il comune dice di no

Durante la conferenza dei servizi alla Regione il sindaco di Acerra ha espresso il parere negativo alla prosecuzione delle attività dell’inceneritore. Ma è un parere non vincolante. Intanto anche provincia di Napoli e Arpac sollevano dubbi.

 Non è un no di quelli decisivi ma è sicuramente di quelli che pesano nell’opinione pubblica. Ieri infatti il sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, ha consegnato alla conferenza regionale dei servizi per la valutazione d’impatto ambientale il parere negativo del comune al rinnovo dell’autorizzazione per le attività dell’inceneritore. Adesso la parola spetta a tutti gli altri componenti della conferenza, all’Asl Napoli 2 nord, alla stessa A2a, la società che gestisce l’impianto brucia rifiuti, al consorzio Asi, nella cui giurisdizione è ubicata la struttura, alla Provincia, all’Arpac e, infine, al dipartimento regionale che sovrintende tutto il termovalorizzatore a sua volta per conto del suo organo politico sovraordinato, la giunta campana presieduta dal governatore Caldoro.

Sarà lui, il presidente dell’esecutivo regionale, a dare certamente l’indirizzo definitivo ai lavori dell’organismo che sta esaminando il corretto funzionamento dell’inceneritore ai fini della prosecuzione delle attività , attualmente molto contestate dai comitati ambientalisti locali. Lettieri ieri ha consegnato alla presidenza della conferenza dei servizi proprio lo studio commissionato dagli ecologisti all’ingegner Vincenzo Caprioli, esperto di impianti industriali, che ha stigmatizzato come fattore di alto rischio per la salute pubblica l’altezza dei camini di espulsione dei fumi provenienti dal forno, altezza giudicata troppo bassa.

“ Il sindaco in via preliminare – si aggiunge nel comunicato stampa del comune di Acerra – aveva sollevato anche il problema dell’ incompatibilità della Regione Campania rispetto al procedimento di autorizzazione e di eventuale rilascio dell’Aia perché il soggetto autorizzante coincide con il proprietario dell’impianto, che è la stessa Regione: questa duplice funzione non garantisce la dovuta imparzialità ”. Non è finita. “ La convocazione della conferenza è illegittima perché lesiva della principio di incompatibilità.”, la stoccata del comune. Lettieri e i suoi collaboratori presenti ai lavori della conferenza hanno quindi “ ribadito la necessità di acquisire una relazione tecnica che possa assicurare, sotto l’aspetto ambientale, che la sommatoria degli agenti inquinanti provenienti dalle altre industrie insistenti sul territorio non si pregiudicante per la salute dei cittadini ”.

E a questi pareri negativi si sono aggiunti quelli, critici, della Provincia di Napoli e dell’Arpa Campania, enti che hanno sollevato una serie di osservazioni,. Secondo appuntamento della conferenza dei servizi: alla fine di novembre.

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