L’ assessore regionale all’ambiente, Giovanni Romano: ” niente più ecoballe da incenerire ad Acerra”. ieri sera, i manifestanti rimasti hanno rimosso il picchetto, dopo tre giorni di paralisi del termovalorizzatore. Ma il fronte della protesta mugugna.
Stamattina il piazzale dell’inceneritore è vuoto, quasi monocromatico dopo essere stato colorato per tre giorni e tre notti dagli striscioni degli studenti e dalle scritte sulle magliette delle mamme coraggio. Per la verità il piazzale antistante i cancelli del forno brucia rifiuti è stato sgomberato già ieri sera. Prima delle nove gli ultimi stacanovisti della protesta hanno rimosso il picchetto che è stato in grado di mettere in discussione l’intero sistema di smaltimento della monnezza campana e, soprattutto, le politiche di incenerimento delle schifezze d’ogni sorta. A ogni modo nessun incidente con la polizia, nessuno scontro di piazza.
Prima di smobilitare, però, ragazzi, studenti, mamme e militanti dei comitati ecologisti hanno discusso a lungo sull’opportunità di rimuovere o meno il picchetto. C’è stato un lungo conciliabolo tra i manifestanti , durato ore, davanti alla fila di camion zeppi d’immondizie messi in fila sul perimetro esterno dell’impianto, che ormai da queste parti risulta indigesto a tutti. Per un teso quanto prolungato frangente si sono moltiplicate frasi del tipo “ continuiamo a bloccare ” oppure “andiamocene, tanto qualcosa l’abbiamo ottenuto ”, dopo che alle cinque del pomeriggio erano giunte le rassicurazioni dell’assessore regionale all’ambiente Giovanni Romano, che ha scritto un annuncio secondo cui non saranno più bruciate le eco balle accumulate durante le varie emergenze nella discarica di Coda di Volpe, a Eboli, in provincia di Salerno.
Parole che non hanno soddisfatto più di tanto chi stava bloccando i cancelli del gigante di proprietà della Regione e gestito dalla milanese A2a. Tanto che a un certo punto il giovane Alessandro Cannavacciuolo, figlio dei pastori le cui greggi furono abbattute per la presenza di diossina nel sangue, ha voluto fare ingresso nel termovalorizzatore. Obiettivo: verificare, insieme ad un gruppo di studenti, se quei pochi camion fatti entrare per raggiungere il forno contenessero le temute eco balle. Un’ispezione improvvisata che è stato l’ennesimo segnale della sfiducia che ormai regna sovrana nel territorio della Terra dei Fuochi. Qui non ci si fida più di nessuno. Ieri sera nel tentativo di trovare una quadra sul da farsi s’è anche diffusa intorno alle otto la voce di un arrivo imminente sul posto di Luigi Di Maio, il vicepresidente grillino della Camera.
E’ stata solo una voce però. Di Maio non s’è visto. E alla fine la quadra s’è trovata lo stesso. Verso le nove il piazzale dell’odiato mostro è tornato deserto, come sempre: picchetto auto sciolto, tutti a casa. “ Secondo me un risultato è stato ottenuto, non aveva più senso continuare ”, commenta Virginia Petrellese, leader delle Donne del 29 agosto, il comitato sorto dopo gli incidenti dell’estate del 2004, quando vennero avviati i lavori di costruzione dell’inceneritore. Ma c’è malumore. Lo testimoniano le parole scritte nel web da una delle mamme coraggio, Daniela Esposito: “Tutto fumo e niente arrosto. Mi sa che sia stata solo una manipolazione politica in vista delle prossime elezioni! Troppe contraddizioni : non è a norma,manca questo, manca quello,ci sono prove ,denunce …E poi torniamo tutti a casa, felici e contenti: ma fatemi il piacere ! ”.

