La consigliera regionale Pdl: “Chi ama non rinuncia, andate a votare tutti”. Il sindaco Allocca: “Finalmente potremo tornare da vincitori al nostro impegno per il territorio”.
Poche ore alla fine di questa lunga campagna elettorale che si chiude in modo diverso dalle altre, senza comizi in piazza. A dettare la linea è stata fin dal primo turno la sfidante Paola Raia che ha rifiutato non solo i confronti ma anche la classica «parlata» dall’alto dei palchi e finisce così anche la campagna delle due settimane di ballottaggio, senza piazze. L’uscente sindaco Raffaele Allocca detto Ferdinando aveva per la verità programmato la chiusura in piazza Vittorio Emanuele III, in tarda serata ma pare abbia scelto di «passare», anche in coincidenza della partita di qualificazione per i mondiali 2014, Repubblica Ceca – Italia. Una sfida tra due contendenti, Allocca e Raia, che non ha fatto mancare picchi di tensione e che si è caratterizzata per la crescente frizione tra supporter e candidati, soprattutto su web e social network.
Molti i sostenitori arrivati da «fuori» per la Raia: dal presidente Caldoro all’onorevole Santanché, uno solo made in Pdl per Allocca, l’onorevole Paolo Russo che ha non solo, non appena presentate le candidature, diffuso un comunicato stampa di sostegno al sindaco uscente, alla guida di Somma da sette anni, ma è anche andato a congratularsi con lui per il risultato del primo turno, già lunedì 27 maggio, seguito poco dopo da un altro sindaco del vesuviano che aveva già vissuto in prima persona la «sottrazione» del simbolo: Carmine Pone, ex sindaco di Sant’Anastasia. Si è vista una lunga serie di comunicati, di «botta e risposta», di accuse, difese, illazioni e critiche, si è assistito ad ipotesi di brogli elettorali, a guerre familiari, ad accuse incrociate di licenziamenti per «vendetta».
Alla stregua, potremmo dire, di una faida fratricida nel centro destra, attendendo l’esito delle urne che saranno influenzata dal voto di chi ha scelto al primo turno un altro candidato tra Pasquale Piccolo, Lorenzo Metodio e Giuseppe Auriemma, o da quei pochi che non sono andati a votare in prima battuta, anche se Somma Vesuviana ha conquistato il primato di comune con la più alta percentuale di votanti. Come è accaduto per il 26 e 27 maggio, anche domenica e lunedì i seggi saranno presidiati dalle forze dell’ordine, con un’attenzione che l’Arma ha voluto altissima in tutta la provincia di Napoli.
Nel frattempo la candidata Paola Raia si affida ad un comunicato stampa per l’ultimo appello: «Chi ama non rinuncia, affronta le sfide, non perde la speranza e soprattutto agisce perseguendo il proprio obiettivo, forte delle sue convinzioni e dei progetti sinceri. Votare per la città di appartenenza significa esprimere il proprio amore per la stessa e apportare un contributo concreto per le sorti future. Osservate il dovere del voto e farete valere i vostri diritti!». Passando ad una promessa: «Se mi eleggerete, ogni giorno sarò pronta ad ascoltarvi. Non troverete porte chiuse, ma dialogo e trasparenza, a conferma di quanto asserito durante questi mesi. Sono felice -continua – che la campagna elettorale sia giunta al termine, perché voglio iniziare subito a lavorare insieme a voi per la nostra Somma!».
La consigliera regionale ringrazia anche chi l’ha sostenuta: la squadra, lo staff, i giovani, gli amici e i familiari». Così come fa anche il sindaco Allocca ringraziando i candidati, anche gli avversari, del primo turno: «Poche ore ancora e questa campagna elettorale piena di illazioni e polemiche finirà e ricomincerà il nostro impegno per il territorio al quale dobbiamo risposte nel segno della continuità e di una seria amministrazione». Lunedì, poche ore dopo l’inizio degli scrutini, Somma saprà di avere un sindaco o di averne riconfermato un altro, ma chiunque tra i due competitor i cittadini scelgano avrà dinanzi a sé una sfida epocale: riportare la città nei binari giusti per attrarre investitori, per creare lavoro e sviluppo.
Questa però è anche una sfida politica, non solo amministrativa, perché chiunque dei due perda l’opportunità di arrivare a Palazzo Torino ha messo in gioco la sua credibilità da due posizioni che erano già di potere: uno dall’alto di una sindacatura durata sette anni e che in caso di sconfitta chiuderebbe probabilmente qui la sua carriera politica, l’altra dall’alto della sua carica, importante, di consigliere regionale e che tornerebbe, certamente, al suo lavoro di sempre in Regione, ma da «seconda» nella sua città. Saranno gli elettori, come sempre, a decidere.

