Le voci circolavano già da un bel po’, ma ora si sono fatte insistenti: i proprietari del cinema Arlecchino starebbero pensando di arrendersi. Al posto del cineteatro c’è chi sarebbe pronto ad investire in un supermercato.
Era febbraio 2013. Fu l’ultima volta in cui il cinema «Arlecchino», la sala storica di Somma Vesuviana che negli anni ha consentito ai cittadini di assistere a tante proiezioni, ad altrettante manifestazioni politiche, culturali, sociali, si è riempita.
All’inverosimile, quasi. Con una folla non troppo eufemisticamente oceanica per assistere ad un comizio dell’attuale sindaco, Raffaele Allocca, in compagnia dell’onorevole Mara Carfagna. Era in atto, all’epoca, prima che ben si definissero gli scenari della campagna elettorale che sarebbe iniziata di lì a breve, un braccio di ferro per la conquista del simbolo del Pdl. Lo vinse l’attuale consigliera, regionale e comunale, Paola Raia, anche se Allocca è poi riuscito anche senza l’egida del logo di berlusconiana memoria a batterla in ballottaggio e ad essere rieletto. Ma questa è un’altra storia che ci serve a rammentare, appunto, l’ultima volta che i cittadini hanno gremito la sala dell’Arlecchino, proprietà della famiglia De Vita.
Occasione che, forse, ultima lo rimarrà. Perché nelle ultime settimane e più insistentemente negli ultimi giorni la voce di una chiusura definitiva sta circolando. Le prime avvisaglie ci furono proprio poco dopo la manifestazione Allocca/Carfagna con polemiche sull’agibilità del cineteatro e controlli successivi. I problemi riguarderebbero l’aspetto prettamente economico e l’eventuale necessario investimento per far sì che la sala in questione possa essere messa in condizione di competere, sia pur modestamente, con quelle di ultima generazione. Tra collaudi, rinnovamenti, acquisto di nuove tecnologie digitali che mancano alla struttura, la somma minima si aggirerebbe, restando bassi, sui duecentomila euro.
Dunque, anche se la conferma ufficiale non c’è ancora e non risulta alcuna richiesta, per ora, di cambio di destinazione d’uso all’ufficio tecnico del comune di Somma Vesuviana, la voce impazza: lì, nella sala storica del cinema della città, l’unico, c’è chi vorrebbe aprire un supermercato. Una eventualità che dovrebbe far riflettere e magari convincere gli attuali amministratori, ammesso che l’ipotesi sia fondata, ad intervenire: non solo per conservare un luogo che fa parte comunque della memoria, ma anche per non privare la città dell’unico cineteatro. Vedremo gli sviluppi, ma in ogni caso la porta è sbarrata da tempo.
I sommesi affollano le multisala nei comuni limitrofi e le organizzatrici della manifestazione Girando Intorno al Vesuvio dovettero optare, qualche mese fa, per il Metropolitan di Sant’Anastasia per farvi accogliere anche i ragazzi sommesi che presero parte alla kermesse. Salvare la memoria, una sala dove molti hanno riso, si sono divertiti o magari innamorati, non è cosa da poco. L’amministrazione starà a guardare?





