Forse due i medici coinvolti in questo presunto caso di mala sanità. Solo il responso dell’esame autoptico saprà far luce sulle vere cause del decesso di Gennaro Raia.
Non ce l’ha fatta Gennaro Raia, ricoverato il 20 novembre scorso presso la clinica Meluccio di Pomigliano d’Arco per un intervento all’intestino.
L’ottantenne di Somma Vesuviana dopo l’operazione era stato trasferito nella sala di rianimazione dell’ospedale di Nola in anossia celebrale e per oltre due mesi il suo corpo è stato attaccato ad un respiratore. I figli dell’anziano sono convinti che un errore umano sia costato la vita al loro padre e che l’anossia celebrale sia stata provocata da un errore di dosaggio. Ecco perché hanno poi sporto denuncia presso il comando della compagnia di Castello di Cisterna. L’inchiesta è stata aperta e, pochi giorni fa, la Procura ha disposto il sequestro della cartella clinica.
Dalle prime indiscrezioni emerse pare che siano due i medici coinvolti in questo presunto caso di mala sanità ma solo il responso dell’esame autoptico saprà far luce sulle vere cause del decesso dell’anziano.
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