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“Si sciolga l’agenzia di sviluppo nolana e si dimettano presidente e cda”

È quanto afferma il rappresentante della Cgil Velardi a proposito del documento pubblico stilato su tale questione e già sottoscritto da decine di associazioni, movimenti e partiti del territorio nolano.

Le ultime vicende che hanno interessato l’Agenzia di Sviluppo dei Comuni dell’Area Nolana impongono alle forze sociali, economiche, politiche ed istituzionali, un’attenta riflessione sul suo ruolo e sui suoi destini.

Le Agenzie di Sviluppo locali nacquero in un contesto profondamente diverso da quello attuale. Con la fine dell’intervento straordinario (anni ’90) e con l’avvento dei finanziamenti europei (2000/2006 e 2007/2013) il ruolo delle Regioni, tramite i POR, divenne determinante. Esse andarono assumendo funzioni e compiti programmatori dello sviluppo economico e sociale del territorio. Fu avviata, in quella fase, una feconda stagione basata sullo “sviluppo locale” capace di stimolare “dal basso” gli attori sociali ed economici, utilizzando forme innovative e sostitutive dell’intervento straordinario.

Nacquero, in quel periodo, (metà anni ’90), un po’ ovunque, i PIT (Piani Territoriali Integrati), promossi dai Comuni i quali, in forma associata, costituirono i tavoli di partenariato ed i “Soggetti Gestori”, chiamati a promuovere progetti di sviluppo territoriali e sovracomunali. I “Soggetti Gestori” divennero veri e propri bracci operativi e gestionali dei Comuni. La debolezza progettuale di quegli enti strumentali, costretti a procedure complesse, burocratiche e farraginose, si scontrò, ben presto, con la necessità di raccordarsi in modo più stringente e meno velleitario al PTR (lo strumento di Programmazione Regionale) al fine di intercettare ed utilizzare le risorse economiche scaturenti da finanziamenti nazionali ed europei.

Il quadro definito dal PTR Campania, pur con tutti i suoi limiti, ha rappresentato, per alcuni anni, un punto di riferimento utile e positivo per delineare le nuove strategie di sviluppo a livello territoriale. I risultati non sono mancati. La crescita occupazionale e del PIL, nella nostra Regione, è stata superiore, in quel periodo, alla media nazionale. Nel corso di quella fase sorsero diffusamente, in un quadro evolutivo della Programmazione Negoziata, le “Agenzie di Sviluppo Locale”, intese come strumenti snelli ed operativi, capaci di promuovere, progettare e coordinare, nelle realtà territoriali, gli interventi necessari al raggiungimento degli obiettivi stabiliti.

Con le recenti e profonde modifiche, nazionali e regionali, economiche e strutturali, si è affermato un nuovo modello della gestione delle (scarse) risorse disponibili, conseguenti alla riduzione drastica dei trasferimenti finanziari agli Enti Locali. Ciò ha reso estremamente complessa, se non addirittura impossibile, l’attuazione di qualsiasi idea di sviluppo programmato del territorio. In questo contesto la crisi del ruolo delle Agenzie di Sviluppo Locale è stata pressoché inevitabile. Abbiamo assistito, infatti, ad un lento, graduale e progressivo depauperamento delle funzioni, della capacità e del carattere progettuale di tutte le Agenzie di Sviluppo. La crisi dell’Agenzia Nolana si è stridentemente e definitivamente delineata con i cosiddetti “Accordi di Reciprocità”.

E’ stata, quella, l’ultima seria opportunità per offrire al territorio proposte progettuali degne e rispondenti con coerenza ad un impianto di sviluppo integrato e sostenibile del territorio. Anche quell’occasione è stata sprecata. Fu definita una proposta che rispondeva più a domande ed esigenze particolaristiche che ad un’idea dello sviluppo dell’Area Nolana. Ma la crisi dell’Agenzia di Sviluppo Nolana è stata accelerata dalle nomine del nuovo Consiglio di Amministrazione e del suo Presidente, avvenute agli inizi del 2011. La crisi dell’Agenzia è clamorosamente esplosa con le decisioni che sono state successivamente assunte. Fin dalla sua elezione il CdA ha dimostrato scarsissima capacità di risposta alle domande che il territorio poneva e continua a porre: debolezza progettuale, assenza di opere realizzate ai fini dello sviluppo territoriale, rari e poco significativi i progetti finanziati.

L’Agenzia si è, invece, ulteriormente, distinta sempre più come “soggetto gestore” dei fondi sociali assegnati dalla Regione ai Comuni dell’Ambito 11, ai sensi della L. 328, avendo ricevuto, fin dal 2004, in modo del tutto anomalo, la gestione del Piano Sociale di Zona. Ha così assunto, in questo modo, sempre più i connotati di uno strumento d’intermediazione politica per operazioni clientelari, come incarichi professionali ed affidamenti di servizi. Non si conoscono le reali attività svolte, né l’entità dei finanziamenti utilizzati. Si conoscono, però, i costi gestionali che, nel solo 2011, hanno raggiunto il considerevole importo di ben 1 milione di euro circa. L’accelerazione, “apparentemente decisionista”, impressa dal nuovo CdA, nel corso di questi mesi, ha portato all’implosione della struttura ed al suo immobilismo quasi totale.

Le guerre intestine e quelle condotte nei confronti di singole realtà istituzionali e comunali rappresentano aspetti significativi di quanto sta accadendo. Gli atti prodotti dal C.d.A. e dal suo Presidente hanno profondamente lacerato il tessuto istituzionale e quello sociale, economico e politico del territorio. Non riprendiamo, in questa sede, gli innumerevoli episodi che confermano quanto affermato e che evidenziano l’assoluta inadeguatezza del CdA e del suo Presidente nonché l’inutilità di questa Agenzia, sempre più elemento di divisione e di scontro. Questo documento intende offrire all’attenzione dei Sindaci, dei Partiti, delle Associazioni, dei cittadini dell’Area Nolana motivi di denuncia e di riflessione: è venuto il momento di decidere, nella chiarezza delle rispettive posizioni, ruoli e responsabilità, il destino di questa struttura, che da Agenzia strumentale, è divenuta il luogo della “intermediazione politica sovracomunale”.

Il risultato è stato quello di svuotare, di fatto, i compiti istituzionali propri delle Amministrazioni e dei Consigli Comunali. Si è andato affermando, al di fuori di ogni regola condivisa, il ruolo di potenziale “supergiunta sovracomunale”. Si ritiene sia venuto il momento in cui le singole Amministrazioni ed i Consigli Comunali (anche in seduta straordinaria) siano chiamati ad esprimersi. In particolare, non è più giustificabile l’esistenza di una simile struttura, ormai inutile e costoso carrozzone politico-clientelare, non più adeguata e funzionale alle nuove esigenze del territorio ed alle politiche di sviluppo che si dovrebbero perseguire. Infine, il mancato raggiungimento degli obiettivi posti all’Agenzia Nolana rendono ancora più incomprensibile il permanere nella propria sfera gestionale di attività improprie come quella del Piano Sociale di Zona (L. 328).

Uno scandaloso ed inutile spreco, reso ancor più inaccettabile alla luce dei pesantissimi sacrifici che i cittadini dell’Area Nolana sono costretti a sopportare in conseguenza della pesante crisi economica che sta attraversando l’intero Paese.
(Fonte foto: Rete Internet)

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