Sassi contro le auto che transitano sulla 268: a Ottaviano arrestato quindicenne

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I carabinieri sorprendono in flagranza di reato uno studente. Il blitz dopo due giorni di appostamenti e la denuncia di una famiglia di Boscoreale, coinvolta in un episodio simile. Con lui altri due complici.

Due giorni di controlli e appostamenti, poi il blitz e la scoperta: a lanciare i sassi da una strada sopraelevata era un ragazzino di appena 15 anni. Il fatto è avvenuto ad Ottaviano, dove i carabinieri hanno arrestato, con l’accusa di tentato omicidio, uno studente del posto. Con lui altri due amici, che al momento dell’intervento sono riusciti a scappare.

L’operazione delle forze dell’ordine è partita dopo la denuncia di una famiglia di Boscoreale: marito, moglie, suocera e bambino di cinque anni stavano tornando a casa loro, percorrendo la strada statale 268 quando, all’improvviso, un sasso aveva colpito la loro vettura, una Fiat Punto, al parabrezza, dal lato del conducente. Era il 7 settembre: due giorni dopo, lunedì scorso, i militari della caserma di Ottaviano hanno arrestato il quindicenne, beccandolo in flagranza di reato proprio mentre stava lanciando un blocco di cemento sulla 268 da via Raggi, una strada parallela e sopraelevata di qualche metro dalla statale. L’adolescente è stato trasferito al centro di prima accoglienza dei Colli Aminei. I carabinieri diretti dal maresciallo Domenico Iaccarino sono riusciti a fermarlo dopo due giorni di continui appostamenti, anche notturni.

Hanno pensato bene di intervenire in fretta e bloccare sul nascere la bravata dei ragazzini di Ottaviano. E lunedì, nel primo pomeriggio, quando hanno visto i tre arrivare da lontano con un masso tra le braccia (più o meno venti centimetri di diametro) si sono fatti un cenno e sono intervenuti rapidamente. Portato in caserma, il ragazzo in un primo momento quasi non si è reso conto del guaio compiuto: “L’ho fatto altre volte, certo. Proprio ieri sera ho lanciato una pietra su un camion, è rimbalzata sul telone e poi è finita a terra”, ha ammesso con malcelato orgoglio. Poi si è pentito: in caserma prima e al centro di prima accoglienza poi, si è reso conto della pericolosità del gesto ed è più volte scoppiato in lacrime.
(Fonte foto: Carabinieri)

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