Triduo religioso e momenti toccanti in ricordo del giovane chierico Barnabita, straordinaria figura di umiltà e bontà nato nel quartiere Casamiranda.
Sono iniziati i festeggiamenti per ricordare il "Venerabile" Francesco Maria Castelli, giovane chierico Barnabita che ha visto la luce presso il quartiere Casamiranda, nel lontano 19 marzo 1752.
L’evento, organizzato dai Frati minori conventuali della parrocchia di Sant’Antonio e dal comitato "Ven. Francesco M. Castelli" locale, che fa capo a Rosa De Simone Sbrescia ed a Vincenzo Manfellotto, è partito lo scorso lunedì 15 settembre con celebrazione del triduo religioso (S. Rosario in cappella Castelli e S. Messa celebrata dal parroco padre Giacomo Verreggia, presidente onorario del Comitato), fiaccolata ed accensione della lampada votiva da parte del sindaco Abete, per terminare poi giovedì 18 settembre, con la celebrazione alle ore 9.30 del S. Rosario in Cappella Castelli e S. Messa officiata dai padri Barnabiti con la partecipazione dei ragazzi delle scuole.
Seguirà la visita alle stanze del Venerabile ed infine la benedizione e distribuzione dei grappoli d’uva. Proprio a proposito dei grappoli d’uva, si narra che camminando vicino ad un campo coltivato a vite, il fratello più piccolo del giovane Castelli vedendo tanta abbondante uva, ne staccò un grappolo portandolo a Francesco per mangiarla insieme. Francesco Maria, che della sua giovane vita ne aveva fatto una regola di rispetto della legge di Dio e della morale, gli ordinò di rimetterlo al suo posto; il piccolo interdetto, ma con innocenza, avvicinò di nuovo il grappolo al suo picciolo e questi prodigiosamente si riattaccò. Ecco perché si usa benedire i grappoli d’uva in occasione della festa di questa straordinaria figura di umiltà e bontà i cui fedeli aspettano di chiamare a pieno titolo "Santo".
Negli anni scorsi il Comitato si era fatto promotore di una petizione per la canonizzazione del Beato, protagonista di diversi prodigi, e nel corso del prossimo pellegrinaggio cittadino del 9 novembre alla chiesa S. M. del Caravaggio dove è sepolto il Venerabile, il gruppo che da anni tiene viva la figura e l’esempio del Castelli chiederà di diventare attore della Causa di canonizzazione per poterne accelerare i tempi ed ha invitato per l’occasione anche il cardinale Sepe.






