Gli imputati, tutti dipendenti del municipio, ammontano a 62. L’inchiesta è supportata da una serie di video girati di nascosto dalla polizia. Intanto il comune si costituisce parte civile: ” per tutelare l’immagine “.
Il processo sulla Mecca dell’assenteismo si aprirà il prossimo 29 settembre al tribunale di Nola. Ammontano a 62 i dipendenti comunali imputati nel dibattimento. Intanto il comune l’altro giorno ha reso noto che si costituirà parte civile. ” Per il risarcimento dell’eventuale danno patrimoniale arrecato e per tutelare l’immagine della stessa municipalità “, la motivazione addotta attraverso il comunicato stampa fatto diramare dal sindaco, Raffaele Lettieri, e dalla sua giunta, che il 13 settembre ha deliberato la decisione. L’amministrazione ha anche annunciato che darà il via ai provvedimenti disciplinari al termine dell’iter giudiziario.
E’ da sconforto totale l’inchiesta sul municipio di Acerra condotta dalla Procura di Nola. Un’indagine che fa apparire da queste parti l’assenza col ” trucco ” come un fenomeno di malcostume generalizzato. Almeno stando a quel numero molto elevato di impiegati e operai comunali finiti nella rete dei controlli. Controlli culminati all’inizio dell’estate 2013 con un assedio della casa comunale da parte delle forze di polizia, che avevano circondato l’edificio per scovare i fannulloni.
Quindi per 13 comunali l’ufficio gip del tribunale di Nola aveva deciso, nel giugno 2013, il provvedimento restrittivo dell’obbligo di firma presso il commissariato locale. Provvedimento eseguito per alcuni mesi ma poi revocato, a ottobre, dal Riesame. A ogni modo c’è di tutto tra i tanti nomi finiti alla sbarra. Nell’elenco degli assenteisti figurano tre coppie di marito e moglie, il fratello di un ex assessore, il parente di un ex sindaco, la consorte di un ex consigliere comunale, il nipote di un esponente di spicco dell’assemblea cittadina, il fratello di un sacerdote e quello di un ex consigliere comunale indagato per camorra, la cui posizione rientrò nell’ambito delle motivazioni del decreto di scioglimento per infiltrazioni mafiose risalente al 1993. I legami politici, rinsaldati dai vincoli di parentela, sono praticamente la regola per ottenere l’assunzione nel municipio di Acerra.
I comunali infedeli sono stati inchiodati con una serie di filmati, registrati attraverso varie telecamere nascoste piazzate sia all’interno che all’esterno del comune. Un’investigazione lunga e certosina, iniziata nell’inverno dello scorso anno. Dall’inchiesta sono emerse pesanti responsabilità – si legge nel provvedimento della Procura – anche da parte di figure di spicco della municipalità. Tanto per fare qualche esempio un dirigente del comune, indagato per assenteismo, avrebbe infatti ripetutamente coperto le assenze di sua moglie, il cui lavoro è altrettanto delicato perchè è un’ assistente sociale, una figura fondamentale per uno dei territori socialmente più disastrati del già disastrato hinterland napoletano.






