Il dirigente comunale finì agli arresti domiciliari il 18 dicembre, quattro dopo l’ex sindaco che è tuttora in carcere.
Nella giornata di oggi, il tribunale del riesame (detto anche tribunale della Libertà) di Napoli dovrebbe decidere in merito al ricorso presentato dagli avvocati del dirigente comunale di Sant’Anastasia, Luigi Terracciano. I giudici potrebbero decidere di confermare, modificare o ribaltare quanto disposto dal gip di Nola nei confronti del funzionario che dal 18 dicembre è agli arresti domiciliari.
Coinvolto nella stessa inchiesta sulle “mazzette” che ha portato l’ormai ex sindaco Carmine Esposito in carcere dove si trova ancora, nell’attesa che delle sue sorti decida la Procura di Nocera Inferiore, in provincia di Salerno, alla quale sono state attribuite le competenze, in sede di Riesame il 30 dicembre scorso, su richiesta accolta del suo avvocato Vincenzo Maiello. Ieri invece è stato il giorno in cui i legali di Terracciano, Mario Terracciano e Antonio Del Vecchio, hanno esposto dinanzi ai giudici del riesame le tesi difensive, professando l’inutilizzabilità degli indizi raccolti, cioè le registrazioni realizzate dallo stesso imprenditore che ha denunciato prima il dirigente e poi l’ex sindaco, oltre alla definizione della “vittima” quale istigatore. Dunque oggi il tribunale depositerà il dispositivo della sentenza e sarà perciò noto se i giudici avranno deciso di accogliere o no le ragioni della difesa.
L’inchiesta nasce dalla denuncia del titolare della GPN, la ditta che era arrivata seconda nella gara di appalto per il servizio di igiene urbana a Sant’Anastasia e che poi si è trovata invece, soltanto da settembre scorso, a svolgerlo dopo un ricorso vinto al Tar Campania. Il titolare della ditta si recò a sporgere denuncia dai carabinieri il 9 dicembre scorso, sostenendo che già un mese prima il dirigente Terracciano gli aveva chiesto una “mazzetta” sull’appalto per “farlo lavorare in pace”. Da quel momento in poi registrerà i colloqui con il funzionario, gli stessi che i suoi legali giudicano inammissibili come prove del reato (induzione indebita a dare o promettere utilità, è il reato contestato cioè una forma di concussione particolarmente grave). Il giorno dopo il titolare della GPN torna dai carabinieri e sporge denuncia anche contro l’ex sindaco, sostenendo che Esposito gli avesse chiesto una mazzetta da cinquemila euro al mese.
Da allora in poi, pure i suoi colloqui saranno debitamente registrati e poi consegnati ai carabinieri, fino all’ultimo avvenuto sabato 14 dicembre scorso, quando i militari guidati dal maggiore Michele D’Agosto fermano e arrestano in flagranza di reato l’allora primo cittadino che aveva nella sua Mercedes una busta con quindicimila euro, la somma di tre rate, come sostengono il denunciante e l’accusa. Esposito, già dall’interrogatorio di garanzia si è dichiarato innocente, sostenendo di essere stato incastrato, mentre Terracciano (arrestato qualche giorno più tardi nel suo ufficio al Comune) si è avvalso dinanzi al gip della facoltà di non rispondere. “Pur restando la protesta di innocenza”, precisava allora il suo avvocato. Nell’impianto accusatorio ci sarebbero però ulteriori intercettazioni ambientali e, comunque vada a finire la vicenda per entrambi i soggetti ora sottoposti a diverse misure cautelari, i carabinieri starebbero comunque verificando altri atti, come i precedenti rapporti, sia per il sindaco che per il funzionario con la ditta che precedentemente gestiva il servizio a Sant’Anastasia.

