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Sant’Anastasia. Isola ecologica: tra proteste ed alternative

Mentre continua il presidio dei cittadini nei pressi dell’I.C.S. “E. Morante”, i consiglieri d’opposizione organizzano una conferenza stampa in cui propongono siti alternativi dove costruire la struttura.

Prosegue la protesta dei cittadini del quartiere dei Romani contro l’ubicazione dell’isola ecologica vicino all’Istituto Comprensivo Statale "E. Morante" ed ad alcuni parchi adiacenti. Nonostante gli scontri con le forze di polizia avvenuti martedì 2 ottobre, i manifestanti continuano a presidiare la zona, mentre sono iniziati i lavori di costruzione della struttura, sotto l’occhio vigile dei militari.

I dimostranti hanno preparato un volantino che sta girando per la città da diverse ore, attraverso il quale annunciano che questa sera, alle 19,00 si terrà un’assemblea pubblica presso il presidio sito vicino alla scuola per protestare, come si legge dal proclama, «contro tutte le azioni scellerate, faziose ed antipopolari del sindaco. Non possiamo permettere a quest’amministrazione, con l’alibi di fare qualcosa di buono per il paese di creare un pericolo così grande per la popolazione». E proprio su questi temi alcuni partiti di opposizione hanno organizzato una conferenza stampa ieri, giovedì 4 ottobre, presso la Biblioteca comunale "Giancarlo Siani".

Per l’occasione erano presenti Giovanni Barone e Franco Casagrande del Pd, Paolo Esposito dell’UdC e Raffaele Coccia del PSI. Tutti i consiglieri comunali hanno condannato gli atti di violenza perpetrati ai danni dei manifestanti ed affermato di voler proporre all’amministrazione Esposito, durante la riunione dei capigruppo che si terrà questa sera presso il comando dei Vigili Urbani, altri siti dove poter costruire l’isola ecologica. La scelta è ricaduta su via Libero Grassi, destinata a diventare sede della caserma dei Carabinieri. Per Esposito e Coccia potrebbero sussistere entrambe le strutture «vista l’ampia estensione del lotto», ma si è pensato anche di «spostare la Caserma in via Petrarca e far costruire la struttura in via Grassi», come ha affermato il capogruppo UdC, oppure di «costruire l’isola in località Boschetto, in una zona di 3.000 metri quadri con accesso diretto da strada comunale, nelle vicinanze del parco Arcobaleno», come ha invece asserito Coccia.

Sì all’isola ecologica, dunque, ma non nelle prossime vicinanze delle scuole. «Sappiamo bene che l’impianto in questione non è dannoso ma potrebbe diventarlo con una cattiva gestione dello stesso. È cambiata l’originaria destinazione dell’isola e cioè da via Boschetto a via Romani solo per motivi clientelari, per accontentare un paio di persone vicine al sindaco. E poi la legge recita che nessuna scuola può essere costruita nelle immediate vicinanze all’isola ecologica e dunque è vero anche che nessuna isola deve essere localizzata vicino alle scuole. Dalla nostra parte abbiamo l’onorevole Bossa che ha presentato un’interrogazione parlamentare al Ministero degli Interni e dell’Ambiente per quanto accaduto martedì scorso» ha dichiarato il capogruppo del Pd Giovanni Barone che ha aggiunto:

«Purtroppo sono tante le cose non chiare messe in atto da questa amministrazione. Pare, ad esempio, che la nuova ditta adibita alla raccolta dei rifiuti, stia lavorando con un documento unico di regolarità contributivo irregolare e lo stesso funzionario comunale Terracciano non ci abbia presentato tale durc perché a suo dire risulta "segretato". Vogliamo chiarezza su queste cose ed andremo avanti delegando le autorità competenti, ove ce ne fosse bisogno». Anche per Paolo Esposito l’isola ecologica «non è pericolosa dal momento che non vengono conferiti amianto ed umido e la legge dice che l’isola non è una discarica e che può essere costruita nei centri abitati ma noi non avremmo mai acconsentito di ubicarla vicino ad una scuola. Non dimentichiamo che c’è, infatti, un alto rischio di inquinamento acustico ed ambientale dovuti agli automezzi».

Il consigliere Casagrande, invece, oltre a criticare la localizzazione dell’isola sostiene che essa sia «molto pericolosa per la salute». «Ho vissuto in prima persona l’aggressione ai cittadini del parco Quadrifoglio e se il sindaco avesse avuto qualche attributo in più, sarebbe andato a parlare con i manifestanti, invece non l’ha fatto – ha chiosato Casagrande – Il sindaco è deciso a voler realizzare l’opera in quel posto e nell’ultimo consiglio affermò che se fossero stati bloccati i finanziamenti della Provincia, avrebbe attinto dalle casse comunali. Perché allora questa fermezza non la mostra anche per la Villa Comunale di Tortora Brayda i cui lavori sono fermi da due anni?».

A concludere gli interventi è stato Raffaele Coccia, per il quale il primo cittadino si è impuntato di voler costruire l’isola ecologica in via Petrarca per ripicca nei confronti dei cittadini dei Romani ai quali una volta disse di volergli far arrivare la spazzatura al quinto piano, minacciandoli di non far raccogliere i loro rifiuti. L’amministrazione Esposito non ha una progettualità ben delineata e per di più ha fatto scadere anche le aree P.I.P.». In queste ultime ore è stata diramata una nota stampa dal coordinatore UdC locale, attraverso la quale Antonio Ceriello invita alla moderazione «tutti gli addetti ai lavori della politica locale per dare delle risposte serie al paese e ai concittadini».

Il sindaco Esposito, dal suo canto, ribadisce che la struttura «non è nociva per nessuno» dal momento che «i materiali che verranno conferiti non sono pericolosi». «Eravamo disposti a verificare con i rappresentanti del Comitato di via Romani ogni materiale che andrà nell’isola, ma è stato innalzato un muro, credo, in modo strumentale ed a danno dei cittadini – ha ribadito il primo cittadino – Sono aperto verso i cittadini dei Romani, ma non più alle strumentalizzazioni politiche di parte della minoranza e di associazioni parapolitiche. Sono certo che riusciremo a intenderci».

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