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San Vitaliano, “Il sindaco Falcone non ha un progetto di governo per la città”

Ad affermarlo è il gruppo consiliare “San Vitaliano Rinasce”, molto critico sulle ultime scelte dell’amministrazione adottate nel corso negli ultimi consigli comunali.

L’Amministrazione Falcone nel Consiglio Comunale del 9 Settembre ha approvato il Regolamento IUC (Imposta Unica Comunale) e le aliquote TASI; nel secondo Consiglio di Venerdì 26 Settembre ha ritoccato la TARI (Tassa Rifiuti).

E nel Consiglio del 7 Ottobre ha votato, con il solito ritardo, il bilancio 2014. L’atto contabile per eccellenza nella seduta del Consiglio è stato molto criticato nella relazione del capogruppo dell’Opposizione, dott. Pasquale Raimo che ha puntato il dito sul preoccupante stato debitorio aggravato da una sentenza di condanna di primo grado (a tale proposito, il responsabile dell’UTC ha chiesto di appostare in bilancio circa 800.000,00 euro per far fronte a questa evenienza negativa). Dove si attingerà per quest’altra somma?) Ed il fragilissimo equilibrio di bilancio così raggiunto, si regge sull’extra gettito tributario dovuto agli accertamenti eseguiti dalla SOGET per circa 700.000,00 euro. Come pareggeranno il bilancio il prossimo anno?

Con ulteriori accertamenti fiscali? Dulcis in fundo, anche per il 2014 non si potrà procedere ad assunzioni e/o conferimenti di incarichi. La stessa relazione al Bilancio dell’Assessore alle Finanze – paradossale – conferma parte di queste critiche ( come mai ???)
Il contribuente sanvitalianese dovrà pagare in base alle sotto indicate salatissime aliquote rimpinguando così le casse comunali dissanguate dagli sprechi lungi dall’essere stati eliminati o limitati:

TASI (applicata sull’abitazione principale e pertinenze, aliquota 2 per mille. Nessuna detrazione e/o agevolazione)
IMU (applicata sulle altre abitazioni, terreni agricoli ed edificabili, aliquota massima del 10,60 per mille. Nessuna detrazione e/o agevolazione)
TARI (tassa rifiuti) ad uso domestico; si compone di una quota fissa di € 0,93 al MQ e di una parte variabile in base ai componenti del nucleo familiare.

Mentre le nostre ragionate proposte prevedevano la riduzione di un punto percentuale dell’aliquota IMU e soprattutto l’introduzione del “comodato gratuito per i proprietari di altro fabbricato dato in uso (gratuito) ad un figlio; per la TASI un’aliquota dell’uno per mille e in caso di aliquote maggiori l’introduzione di detrazioni d’imposta e/o agevolazioni; Per la TARI avevamo previsto agevolazioni e/o detrazioni d’imposta per locali dove si producono effettivamente meno rifiuti (garage e cantine), l’introduzione di agevolazioni per famiglie a basso reddito, con presentazione ISEE e, infine, l’introduzione di agevolazioni per nuclei familiari ove è presente un portatore di handicap. Le nostre proposte, più vantaggiose per i contribuenti, non sono state adottate né prese in alcuna considerazione. E per questo contestiamo l’amministrazione Falcone e perché gli equilibri di bilancio e la giustizia fiscale debbono essere garantiti non aggravando le tasse ma tagliando gli sprechi e limitando certe spese! Le aliquote dei Comuni vicini e/o confinanti, metti:

Scisciano (Imu 8,30 per mille terreni agricoli e 9,80 per mille altri immobili, Tasi abitazione principale e pertinenze 2,5 per mille e concessione di detrazione d’imposta di euro 40,00 per tutti i contribuenti), con la stessa rendita catastale di partenza per la Tasi il contribuente di Scisciano comunque paga meno del contribuente di San Vitaliano;
Saviano ( Imu max 7,60 per mille, Tasi al 2 per mille ma detrazioni d’imposta di 15 euro a tutti)
Mariglianella (Imu max all’8,50 per mille; 7,50 per gli immobili in comodato gratuito, Tasi all’1,50 per mille)
Marigliano (Imu max al 10,60 per mille, Tasi ZERO)
Cimitile (Imu max, 8,60 per mille, Tasi 1,80 per mille)
sono tutte più basse, ed in più sono state concesse agevolazioni e detrazioni a vantaggio dei contribuenti: Questo è un fatto! Verificato sul sito www.finanza.it – fiscalità locale. E non si può certo affermare che il Comune di San Vitaliano eroga “servizi più certi e di qualità” rispetto alle altre municipalità portate a paragone. Come è possibile, tutto questo? Per gli spechi che si fanno, è evidente.

Da quanto è venuto fuori dal primo contestato Consiglio comunale post ferie estive ne esce confermata l’impressione, anche all’occhio estraneo, che il sindaco Falcone per San Vitaliano non ha un progetto di governo. Anzi. Malumori sotterranei attraversano Giunta e Consiglio.
Non arrivano i fondi dallo Stato e/o dalla Regione, indispensabili per le bonifiche in prossimità dei “Regi Lagni”, non si difende il territorio dai fuochi. Abbiamo appreso queste informazioni cliccando sul sito della Commissione Sanità e Igiene del Senato della Repubblica; si legge che il Dipartimento di Prevenzione della Asl 3 di Napoli (nell’audizione del 17 Ottobre 2013) ha prodotto documenti sul nostro livello di inquinamento ed è per questo che stiamo cercando di richiamare l’attenzione di Tutti, cittadini ed enti preposti.

L’Esercito, non per sua colpa, non pattuglia il nostro territorio per prevenire i “roghi al veleno” perchè l’Amministrazione non ha sottoscritto a tempo debito il Patto della terra dei fuochi offerto dal governo ma “ha aderito soltanto dopo”, obietta Raimo, capo dell’opposizione, con ciò rallentando e/o perdendo i vantaggi disposti dallo Stato a favore della popolazione, come invece sta avvenendo per Scisciano. Il sindaco risponde che il ritardo è dovuto perchè … non era stato avvertito da nessuno … stando lì sul Comune. Chi dovrebbe controllare e agire, fa lo scaricabarile, ovvero, non ammette l’esistenza dei fuochi e delle relative esalazioni puzzolenti.

Il primo cittadino si difende dichiarando di attenersi a quello che dicono le carte (documenti veritieri?) che gli presentano i suoi collaboratori. Però grazie alla nostra denuncia/esposto la questione è arrivata fino al Parlamento. L’intervento dei parlamentari SEL, primo firmatario, l’on.le Ciccio Ferrara, ha chiamato in causa i ministri della Salute, dell’Ambiente e dell’Agricoltura; uno tra essi dovrà risponderne in Parlamento. L’interrogazione parlamentare è partita per far sì che i responsabili della salute pubblica (anche il sindaco) e dell’ambiente (anche l’Arpac) facessero il loro dovere. L’Arpac di Napoli, anche a seguito di altri esposti di nostri concittadini, si è decisa ad effettuare i controlli richiesti sulla misteriosa sostanza comparsa il nostro paese…A QUANDO I RISULTATI UFFICIALI ?

Il sindaco (parole sue) avrebbe interessato alcuni professori dell’Università Federico II. I controlli, per legge, li deve fare l’Arpac e non gli amici degli amici. E se si trattasse veramente del prodotto di insetti, frattanto a chi sta aspettando (il sindaco) per disporre un’efficace disinfestazione dei luoghi più toccati del paese?
(Fonte foto: Rete Internet)

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