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San Giuseppe Vesuviano. Nominati gli scrutatori, scelti fra amici e sostenitori

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L’Amministrazione Catapano continua sulla linea della vecchia politica, l’opposizione di centro sinistra chiede il sorteggio.

Come da consuetudine tutta sangiuseppese la Commissione Elettorale inizia con appena 50 minuti di ritardo rispetto alle ore 17 della convocazione, anche se, per dovere di cronaca, il ritardo non è imputabile ai consiglieri comunali ma al protrarsi di una lunga e tesa riunione fra i rappresentanti dell’Ambito 26 sulla Legge 328 e una trentina di agguerrite operatrici delle cooperative sociali che avanzano decine di mensilità arretrate.

Si superano velocemente i preliminari di rito e il sindaco Vincenzo Catapano, insieme ai consiglieri Saverio Carillo e Roberto Parente per la maggioranza e Antonio Borriello per la minoranza, apre i lavori. E’ Borriello ad entrare subito nel merito chiedendo che le nomine dei 114 scrutatori che il 25 maggio prossimo avranno la responsabilità di gestire le elezioni Europee nei 28 seggi cittadini più quello speciale dedicato a raccogliere il voto presso la locale casa di cura, siano nominati con il meritocratico metodo del sorteggio fra i 1657 iscritti all’Albo degli Scrutatori depositato presso l’Ufficio Elettorale. E’ stata rispettata, quindi, la continuità con l’operato della Commissione Prefettizia che ha gestito il Comune negli ultimi tre anni a seguito dello scioglimento per infiltrazione camorristica della precedente gestione politica, che aveva fatto della nomina degli scrutatori un mercato clientelare.

Il sindaco Catapano non ci sta e attacca: “Il sorteggio è una strada impercorribile e noi non la seguiremo. Fare lo scrutatore è anche un ammortizzatore sociale che può permettere ad un giovane di pagarsi le tasse universitarie”. Segue un lungo e logorroico ragionamento, sostenuto da citazioni in latino e greco incomprensibili ai più, per avvalorare una tesi, quella della nomina diretta, che nel 2014, anche a San Giuseppe Vesuviano, non regge più. Borriello non cede, e ribatte: “La discrezionalità è in controtendenza, anche perché molti comuni limitrofi hanno applicato, in parte o in toto, il sorteggio. Risulta strano poi che gli ammortizzatori sociali siano gestiti dall’amministrazione in maniera discrezionale”.

A questo punto bisogna fare un passo indietro, al 27 aprile scorso in Piazza Garibaldi, quando il gruppo consiliare di minoranza Vocenueva – Libera – PD organizzò un pubblico sorteggio fra gli aventi diritto per la sua quota di scrutatori, che secondo il manuale Cencelli applicato dall’amministrazione comunale prevede 85 nomi alla maggioranza e 29 alla minoranza. Questi dell’opposizione hanno deciso di dividerlo con la coppia Santorelli – Zurino in rispetto all’accordo elettorale che ha portato Antonio Borriello in commissione elettorale escludendo, così, il gruppo di Forza Italia. Ciò ha generato un ibrido. Da una parte il Partito Democratico che ha deciso, senza se e senza ma per il sorteggio complessivo, e il gruppo Santorelli – Zurino che ha fornito la solita lista di nominati.

Ciò ha esposto il gruppo consiliare ad una serie di critiche a 360 gradi, incluso il gruppo Ambrosio – Cozzolino che è stato totalmente escluso dalla spartizione e che sembra si sia rivolto al Prefetto di Napoli per avere la sua quota di nominati. Anche il sindaco Catapano si è inserito fra i critici quando ha scoperto che in piazza era stata sorteggiata la figlia di un suo assessore, facendo notare che dalla lista dell’amministrazione erano stati esclusi i parenti più stretti.

La nomina è avvenuta in maniera molto confusa, l’amministrazione è arrivata con dei fogli scarabocchiati dove si continuavano a fare cancellature e aggiunte, mentre Borriello aveva già la lista pronta dei sorteggiati. La situazione è totalmente sfuggita di mano quando la Commissione si è dovuta spostare all’Ufficio Elettorale perché la sala serviva per un precedente impegno. Alcuni nomi della maggioranza risultavano addirittura non in lista perché residenti in altri comuni, rapidi scambi di telefonate con gli interessati e via ai sostituti. Pochi minuti dopo due eleganti signore hanno fatto irruzione in commissione chiedendo ragione dell’esclusione dei loro figli, la seduta è stata sospesa per dare udienza alle signore e ricordarle che il voto elettorale andava espresso al comune di residenza.

Il sindaco, forse consigliato da Cupido, ha chiesto di mettere nello stesso seggio due fidanzatini (uno del 1992 e una del 1988). Si sa al cuor non si comanda. Comico è stato il momento in cui i componenti di maggioranza si sono accorti di avere in lista dei super fortunati: figuravano anche fra i sorteggiati in piazza, si è dovuto provvedere con l’inserimento dei sostituti. Tutto questo è avvenuto in assenza del Segretario Generale il quale ha affermato che la sua presenza era facoltativa.

Ma vediamoli da vicino questi 85 fortunati nominati dall’amministrazione. Due sono nati negli ’40, tre negli anni ’50, cinque negli mitici anni ’60, sette negli anni ’70 ( quelli di Italia-Germania 4 a 3) e 22 dopo il terremoto del 1980. Quasi la metà ha più di trent’anni, altro che tasse universitarie! La realtà è che non si riesce a spezzare un cordone ombelicale che zavorra la società civile sangiuseppese a metodi feudali, che sebbene contemplati da una legge che fu definita “porcata” dal suo primo firmatario l’On. Calderoli, sono platealmente fuori dal mondo. Questo metodo si sta sgretolando in tutta la provincia, molti comuni hanno già optato per il meritocratico sorteggio, come la vicina Ottaviano, mentre in altre realtà sono i partiti a scendere in piazza a sorteggiare la loro quota di scrutatori, seguendo l’esempio lanciato un anno fa proprio in Piazza Garibaldi a San Giuseppe Vesuviano dal gruppo consiliare di V-L-PD in occasione delle elezioni politiche.

La riunione si chiude alle 20.10, dopo due ore e passa di tira e molla, a volte esilaranti e a volte deprimenti. Qualcuno ricorda che la passata amministrazione Ambrosio era molto più efficiente, avendo caricato sul proprio carro anche il rappresentante dell’opposizione e riusciva a chiudere il tutto in meno di trenta minuti. Altri fanno notare che bisognerebbe partire proprio da qui: tagliare il cordone ombelicale con il passato e chiedere un pubblico sorteggio per dimostrare discontinuità con un passato che non vuole passare. L’appuntamento è alla prossima elezione.
 

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