L’Amministrazione Catapano ha segnato un grosso autogol sulla nomina degli scrutatori, ma in consiglio comunale c’è chi si è opposto:il gruppo di Vocenueva -Libera -PD.
Il 30 gennaio in buona parte d’Italia le Commissioni Elettorali hanno nominato i cittadini che il prossimo 24 e 25 febbraio presteranno la loro opera nei seggi elettorali. Possiamo dire,senza ombra di smentita,che laddove le amministrazioni sono rette da Commissioni Prefettizie si è puntato sul sorteggio pubblico dall’Albo degli Scrutatori ponendo tutti i cittadini sullo stesso piano, mentre dove a guidare i comuni sono i politici si è fatto a macchia di leopardo,nel senso che spesso si è optato per la nomina diretta da parte dei Commissari. All’unanimità si intende, esattamente come prevede la Legge.
Ma a San Giuseppe Vesuviano le cose non sono andate proprio così. Già nel primo consiglio comunale,subito dopo aver votato la Commissione Elettorale, i componenti del gruppo Vocenueva – Libera – PD hanno posto l’accento sulle modalità di nomina degli scrutatori:” si segua il solco tracciato dalla Commissione Prefettizia, chiediamo di adoperare sempre il metodo del sorteggio.”
Questa commissione nasce sotto una cattiva stella. Secondo la Legge, essa è composta da quattro membri: il sindaco vi accede per diritto,due commissari sono votati dalla maggioranza e uno dall’opposizione. Visto le forze in campo quello di opposizione sarebbe stato sicuramente Ambrosio A.A , che tra l’altro è stato il consigliere più votato in assoluto, ma all’ultimo minuto i due consiglieri eletti nel PDL, Santorelli e Zurino, con un colpo di mano eleggono Antonio Borriello rappresentante del gruppo V.L.PD, dando l’ennesima dimostrazione del loro trasformismo politico.
Nonostante il regalo, Borriello e Casillo non demordonoe continuano a puntualizzare che le scelte future della Commissione appena costituita non possono che passare attraverso un pubblico sorteggio. Si arriva quindi alla metà di gennaio e le forze politiche cominciano a confrontarsi anche sul tema della nomina degli scrutatori, da subito i consiglieri Saverio Carillo e Roberto Parente,rappresentanti della maggioranza, si dicono titubanti e rispettosi della volontà del gruppo. Più determinati i consiglieri Borriello e Casillo:” Gli scrutatori vanno nominati per sorteggio senza se e senza ma,lo abbiamo detto in consiglio comunale e lo porteremo a termine in qualsiasi modo.
Una sfida non da poco: la commissione elettorale in caso di disaccordo opera a maggioranza e avrebbe esignificato la resa alla volontà della maggioranza.
Ma i nostri eroi non sono gente da ritirarsi sull’Aventino e, in men che non si dica, organizzano un sorteggio pubblico in Piazza Garibaldi,il salotto buono della città, proprio di fronte al Bar frequentato da sindaco e maggioranza.
E così il 20 gennaio,una giornata uggiosa in cui il meteo portava pioggia per tutta la mattinata, un gruppo di volontari monta un gazebo e posiziona la macchina del sorteggio in stile estrazioni del lotto degli anni ’70. La cosa suscita scalpore e una piccola folla si assiepa sotto il Monumento ai Caduti,anche il tempo si placa, uno speaker da discoteca anima l’operazione,il tutto coordinato dai consiglieri Borriello e Casillo.
I termini del sorteggio sono i seguenti: alla minoranza tocca nominare 28 nomi più un membro del seggio speciale,una metà va al gruppo Santorelli – Zurino perché il PDL ha preso le distanze, e l’altra metà dovrebbe essere di nomina del gruppo V.L.PD. Su questo alcuni rappresentanti delle forze di centro sinistra si oppongono giudicando il rispetto,politico, a forze che hanno fatto del trasformismo la loro bandiera,inutile e dannoso.
Ma Borriello e Casillo sono irremovibili:” Il nostro slogan in campagna elettorale è stato TUTTO CAMBIA e noi vogliamo essere fedeli a ciò. Purtroppo una legge, che è stata definita porcata dal suo primo firmatario, ci obbliga a seguire una certa linea, noi stiamo cercando di farlo nel rispetto dell’Etica e della Morale Politica che saranno,comunque, le nostre stelle polari per tutta la legislatura. Altrettanto non possiamo dire per Catapano e la sua maggioranza che alla prima occasione hanno tradito gli slogan della campagna elettorale,non dimentichiamo che si sono fatti eleggere sbandierando la continuità con la Commissione Straordinaria, cosa non vera visto la piega che sta prendendo la situazione rispetto alla nomina degli scrutatori.”
E cosi la sorte indica i 14 nomi più i supplenti tra gli iscritti dell’Albo degli Scrutatori fornito dall’Ufficio Elettorale, sorteggiati in pubblica piazza. Nomi che saranno indicati in Commissione Elettorale dal consigliere Borriello a cui si aggiungeranno i 14 della lista dei clientes del gruppo Santorelli – Zurino. La cosa fa molto scalpore nel panorama politico,molti rappresentanti del centro destra storcono il naso,in fondo alcuni di loro sono uomini del Presidente Fini che ha fatto di temi come Meritocrazia e Democrazia i motivi di rottura con il PDL berlusconiano, e vederli fare da passacarte in commissione è uno spettacolo desolante.
E’ tale il risentimento di questa parte politica che il sindaco, Vincenzo Catapano presidente di diritto della Commissione Elettorale,all’atto dell’insediamento della Commissione il 30 gennaio scorso, cerca prima di interrompere il consigliere Borriello ironizzando se il sorteggio sarebbe dovuto essere di 28 o 14 nomi, poi cerca di puntualizzare che la maggioranza ha selezionati giovani,disoccupati e persone che non erano mai stai indicati nei seggi elettorali.
Peccato che la Sala Consiliare era tristemente vuota,solo a ottobre scorso decine di ragazze e ragazzi accompagnati dai loro genitori assistevano trepidanti il sorteggio organizzato dalla Commissione Prefettizia,oggi un vuoto morale ci ha riportato alla primavera del 2009 quando a nominare gli scrutatori era il vecchio regime che di li a poco sarebbe stato mandato a casa con la più infamante delle accuse: infiltrazione camorristica.
Possiamo dire senza ombra di dubbio che l’attuale gruppo dirigente ha perso un occasione d’oro per marcare discontinuità con il passato,ha perso la possibilità di spiegare ai cittadini che la gestione pubblica non è appannaggio di una parte ma è il concorso di tutti al bene comune. Veramente un peccato.


