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San Giuseppe Vesuviano. Concerto sospeso, manifesti di “ringraziamento” per il sindaco

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La Commissione Grandi Rischi nega il parere favorevole, il sindaco firma e gli organizzatori gli mostrano la propria riconoscenza con un manifesto abusivo.

Venerdì 27 giugno alle ore 21 sarebbe stato forse l’appuntamento più importante dell’estate Sangiuseppese 2014: Rocco Hunt si sarebbe esibito in Piazza Mercato. Da settimane i giovani Vesuviani non aspettavano altro, il proprio idolo, il vincitore di Sanremo, sarebbe stato a portata di mano, manifesti giganti ne pubblicizzavano l’evento.
Ad organizzare il tutto tre imprenditori Sangiuseppesi, di cui due esperti del settore, l’ uno perchè dirige uno dei locali più alla moda della movida locale, l’altro leader dell’impiantistica nelle manifestazioni, tanto da essere stato presente con la sua azienda durante l’ultima visita pastorale del Papa in Calabria.
C’erano tutti gli ingredienti per una serata al top .

L’evento era previsto in Piazza Mercato, appena fuori dal centro, a solo cento metri dal comune dove tutte le domeniche dagli anni ottanta si svolge la Fiera che ogni settimana attira centinaia di espositori e migliaia di acquirenti anche dai paesi vicini. Come da consuetudine per manifestazioni di questo livello l’Ufficio Tecnico comunale si avvale di una Commissione Grandi Rischi formata da consulenti del comune, dal Comando Polizia Locale, dai Vigili del Fuoco e dell’ASL. Tecnici in grado di giudicare se tutte le prescrizioni di legge siano rispettate in modo che la manifestazioni possano essere a norma e quindi, che non venga compromessa la salute pubblica e l’incolumità degli spettatori.

La Commissione si è riunita nell’Ufficio Tecnico Comunale e subito è partito un fuoco di fila contro le strutture che sembravano non a norma. Gli organizzatori hanno chiesto qualche ora per ultimare il montaggio delle strutture così come previsto dal piano della sicurezza presentato al Comune. Niente da fare, i tecnici non si sono accontentati, sono passati quindi all’analisi della struttura che presenta seri pericoli statici, l’intero muro di cinta è pericolosamente inclinato da anni, i capannoni che ospitano i commercianti all’ingrosso sono fatiscenti ed alcuni abbandonati da anni, insomma Rocco Hunt non avrebbe potuto cantare in quella piazza.

A nulla è servito l’impegno degli organizzatori per delimitare l’area e tenere a debita distanza il pubblico dalle strutture pericolanti, chi è stato presente alla discussione ha raccontatori toni accesi, quasi faziosi e premeditati da parte di alcuni commissari che si sono particolarmente spesi contro la manifestazione. Sul manifesto di ringraziamento gli organizzatori hanno ricordato il momento :”Una Commissione più agguerrita di un opposizione in Consiglio Comunale “. Parole pesanti nei confronti di tecnici che dovrebbero avere come unico obbiettivo l’applicazione imparziale della legge. Parole che lasciano pesanti interrogativi fra gli utenti che tutte le domeniche si recano in Piazza Mercato per fare acquisti con al seguito famiglie e bambini piccoli e che per arrivare al mercato passano sotto le finestre del Commissariato di Polizia di Stato distante dieci metri dalla struttura.

Una struttura che nell’ultimo decennio è stata lasciata abbandonata a se stessa dall’ex amministrazione Ambrosio, un luogo dove non funzionavano nemmeno i bagni pubblici e gli operatori facevano il loro bisogni nelle buste di plastica che venivano lasciate a terra alla fine del mercato e che il comune provvedeva a rimuovere solo il giorno dopo. Un luogo dove dal 2006, tutti i giorni, i mezzi del concessionario per la raccolta dei rifiuti fanno il travaso nei grossi camion da avviare in discarica e lasciano una lunga striscia di percolato per terra.
Nonostante le tante denunce pubbliche nessuno dei funzionari del Comune o dell’ASL, o delle Forze di Polizia presenti sul territorio è mai intervenuta.

A metterci una pezza è stato il primo cittadino, Avv. Vincenzo Catapano, che in qualità di Sindaco si è accollato tutte le responsabilità, civili e penali, nel caso qualcosa fosse andato storto. Tutto a norma di legge, si intende.
Presi dall’ansia di ringraziare il primo cittadino, gli organizzatori hanno mandato subito in stampa il messaggio che è finito poi sui tabelloni dell’Ufficio Affissioni già dal sabato mattina senza tener presente che vi è una tassa da pagare e bisogna rispettare un calendario che arriva ad un attesa di circa quindici giorni per occupare gli spazi pubblicitari. Niente, i nostri organizzatori erano troppo felici per aspettare così tanto tempo per ringraziare pubblicamente i loro benefattore che non hanno fatto caso che stavano violando i diritti di decine di persone che avevano fatto la fila e pagato la tassa di affissione. Solo domenica mattina una mano pietosa ha messo fine alla cosa strappando i manifesti abusivi ma oramai il danno era fatto e nessun indennizzo è previsto per chi ha pagato la tassa, ci sarebbe una multa per affissione abusiva ma dubitiamo che il Comando Vigili Urbani riesca ad acciuffare gli ignoti autori del gesto.

Questa storia lascia degli enormi interrogativi. Come è possibile che funzionari dell’Ufficio Tecnico, dell’ASL, dei Vigili del Fuoco, del Comando Polizia Locale si accorgano di avere una struttura fatiscente sul territorio solo poche ore prima di una manifestazione programmata da settimane?
Il sindaco si sarebbe comportato con la stessa flessibilità se ad organizzare la manifestazione fossero stati imprenditori vicini ad un’altra parte politica?

Come è possibile che l’Ufficio Tecnico abbia atteso la Commissione Grandi Rischi per esprimere un parere quando poi nella delibera di Giunta Comunale n. 197 del 13/06/2014 è stato scritto:”ESPRESSO il parere favorevole di regolarità tecnica del provvedimento , ex art. 49 , 1 comma:” fermo restando che la richiesta di gratuito patrocinio è stata, però, fatta fuori dai termini previsti dal Regolamento per la Concessione dei Patrocini che all’art. 6 prevede dai trenta ai sessanta giorni prima dell’evento. In breve sono tanti i dubbi a cui l’amministrazione Catapano dovrebbe dare una risposta, specialmente se poi ci si erge a paladini della legalità in decine di convegni con ospiti di risalto nazionale.

Come più volte ripetuto la legalità va praticata e non proclamata.

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