Viaggio nell”altra Scampia, quella bella e legale. Gli studenti hanno visitato il quartiere che troppe volte è identificato solo in negativo: un mito da sfatare. Di Annamaria Franzoni
Nelle scorse settimane, gli allievi della III H del Liceo Mercalli, accompagnati dalla prof.ssa Laura Saffiotti, hanno vissuto una giornata a contatto con una realtà complessa e lontana dall’abituale quotidianità, nel quartiere Scampia, a bordo di un autobus.
L’uscita didattica è stata preceduta da una fase di studio e ricerca in aula svolto dai docenti del Consiglio di Classe, ma in modo specifico dalla prof.ssa Annamaria Gallo, docente di Scienze, in riferimento agli studi e agli effetti delle tossicodipendenze e la prof.ssa Assunta Moccia, docente di Storia dell’Arte, circa l’urbanistica del quartiere con particolare attenzione alle Vele.
Dopo aver compiuto un giro per le zone regolarmente vivibili del quartiere, anche per sfatare il mito metropolitano di un quartiere all’interno del quale si è identificati con il malaffare, i ragazzi sono stati condotti e guidati dal primo dirigente del Commissariato di Scampia, dott. Michele Spina nelle “piazze dello spaccio”che sono state di recente strappate alla malavita organizzata.
I giovani studenti di Mergellina, sono stati preceduti in questa esperienza, dai ragazzi dell’Istituto tecnico Industriale “R. Elia” di Castellammare di Stabia nell’ambito del Pon C3“LE(g)ALI AL SUD: UN PROGETTO PER LA LEGALITÀ IN OGNI SCUOLA", per sensibilizzare i giovani al rispetto dei valori, progetto del quale ci siamo, nel corso di quest’anno, più volte occupati.
Mostrare in questo tour i luoghi strappati alla malavita organizzata le bellezze del quartiere, la villa comunale, i reperti archeologici insieme alle problematiche gravi che caratterizzano Scampia e l’intera Città svolgendo una giornata di riflessione sulla cittadinanza attiva e consapevole di tutti e di ciascuno è stato fortemente formativo e emozionalmente significativo.
Sarà ancor più interessante sentire, quindi, il senso che i ragazzi stessi hanno dato a tale esperienza e conoscerne la ricaduta attraverso interviste da rivolgere ai protagonisti di questa esperienza che ha trovato intanto consensi e dissensi sulla stampa.
In particolare la prof.ssa Saffiotti, che ha programmato con i suoi colleghi ed ha seguito in modo attento ogni fase dell’organizzazione di tale attività ha chiarito che «l’espressione “droga tour” per quanto poi spiegata e “relativizzata” dal giornalista, mi sembra che non renda giustizia di quanto si è realizzato: non è stata affatto una spettacolarizzazione, anzi.
Si è trattato di un incontro sulla legalità presso il commissariato di Scampia, con la visione autoptica del quartiere e cioè di una realtà che purtroppo è già troppo spettacolarizzata (media e film) e non sempre in modo veritiero; ciò ha aiutato dei giovani studenti napoletani a formarsi un’idea personale e diretta, in cui si sono accese molte più luci che ombre, e, attraverso l’incontro sia con chi vive il quartiere sia con chi vi pratica la legalità, sono tornati con un bagaglio di molta più speranza e percezione di dignità umana di quanto essi stessi immaginassero in partenza.
L’importante è stato progettare in modo educativo quella che è una visita ad uno dei quartieri della nostra città».
(Fonte foto: Rete Internet)

