I blucerchiati perdono in casa con il Napoli, grazie ad una rete di Cavani realizzata dagli undici metri.
L’azzurrologo Felice Quaterna, che studia non solo i numeri relativi alle partite del Napoli, ma anche e soprattutto le statistiche paranormali riguardanti la squadra partenopea, fa rilevare a Gioggiolone, Enzuccio e Fabio, seduti sul divano della curva B, che a Genova il Napoli si ritroverà di fronte ad un atavico tabù.
La bionda vocina stridente di una tv a pagamento provoca una reazione sincronizzata ai tre scaramantici supporters azzurri, che in contemporanea mettono le mani in tasca operando gli scongiuri debiti e soprattutto quelli indebiti. Con l’Innominabile commentatore, secondo le statistiche di Felice Quaterna, il Napoli ha rimediato la media di 0,7 punti a partita e, oltre al cavallo dei pantaloni di Quaterna e compagni, pure i cavalli di bronzo di San Giorgio a Cremano si grattano. Tra gli ultrà, c’è pure il piccolo Niccolò, di soli due mesi, nato settimino apposta per vedere l’inizio del campionato ed è interamente bardato di azzurro, con sciarpa, cappellino e completino del Napoli.
Il piccolo quando vede gli azzurri che attaccano, si agita e sembra ripetere: “Ca-va-ni. Ca-va-ni”! Niccolò è il più scatenato di tutti; rifiuta pure la poppata, sebbene sia giunta l’ora, e si concentra sulla partita. Il bimbo riconosce subito Tagliavento e vorrebbe piangere, ma è un baby ultrà e quindi deve avere un atteggiamento da duro. Il primo tempo vola via tra commenti extracalcistici che i tre ultrà si scambiano. Gioggiolone si chiede perché l’unico nero della Samp si chiami ‘Obiang, mentre Fabio chiede se il centravanti della Samp sia figlio di Domenico Soriano e Filomena Marturano. Enzuccio, invece, chiede a Mazzarri di sostituire Agostinelli con Vinazzani o Criscimanni.
Ferrara alla fine del primo tempo va a protestare dalla maestra, che chiama il preside, il quale sospende Mazzarri. La Vanali, a bordo campo, racconta che Mazzarri gli aveva rubato lo yogurt. Nell’intervallo, Felice Quaterna, diplomato alla scuola serale per medium ripetenti, organizza una seduta spiritica, invoca lo spirito della buonanima del polpo Paul e chiede lumi sull’esito della partita. Subito dopo, scende alla ricevitoria sotto casa a giocare la bolletta. Niccolò approfitta della pausa e chiama a rapporto la mamma per fare la pappa. Inizia il secondo tempo; il piccolo, per la tensione della partita, non ha ancora fatto il ruttino.
La mamma lo tiene in posizione, ma Niccolò piange perché non riesce a vedere la partita. Il papà capisce subito e lo mette invece in posizione tale da consentirgli di seguire il match, che comincia a riscaldarsi. Nell’aire si staglia un ruttino di proporzioni insolite per un bimbo di due mesi. Fabio e Teresa guardano il bimbo increduli. Niccolò, che nel secondo tempo era passato in braccio a Enzuccio, manco prova a discolparsi, così gli lasciano vedere la partita in pace. La gara è equilibrata e potrebbe finire con qualsiasi risultato. Tagliavento, come spesso accade, riesce a sbagliare tutto ciò che si può sbagliare. Il rigore concesso al Napoli è un parziale risarcimento per i torti subiti ad opera dello stesso fischietto negli ultimi anni. Il fallo su Hamsik avviene a ridosso della linea che delimita l’area di rigore: il piede è fuori e il ginocchio è dentro l’area.
Gastaldello prende sia il piede che il ginocchio, ma per onestà dobbiamo ammettere che il rigore è apparso generoso. Va detto, comunque, che Gastaldello, era già ammonito e che andava comunque espulso, quantomeno per doppia ammonizione, così come andava espulso Costa per un fallaccio su Maggio, così come e anche ‘o Biang meritava il rosso. Ciò volendo considerare involontaria la gomitata di Munari su Behrami. La compensazione non annulla gli errori, ma proprio da queste parti, un vecchio Saggio diceva che “rigore è quando arbitro fischia”. Senza rigore e con la Samp in nove, o addirittura in otto, la partita avrebbe preso comunque la direzione che ha preso, ma sarebbe molto più costruttivo se dei sei direttori di gara inviati dall’AIA sui vari campi di calcio, anziché metterli in parti del campo in cui hanno dimostrato di essere inutili, ne piazzassero uno dietro al televisore, chiedendo all’occorrenza l’aiuto da casa anziché ad uno degli allenatori.
Quando Cavani va sul dischetto, Niccolò morde nervosamente il ciuccio e chiude gli occhi. L’urlo dei tre ultrà adulti anziché spaventare il bimbo lo gasa. Il baby ultrà comincia a saltellare in braccio al papà e sembra cantare: “chi non salta blucerchiato è”! Il ciuccio poco cavalleresco non cede il passo alla Vecchia Signora, e rimane in vetta con la seria intenzione di rimanerci. La buonanima del polpo Paul ha azzeccato il risultato esatto. Felice Quaterna, che in vita sua non aveva mai azzeccato manco un ambo, ha preso la bolletta. Durante la seduta spiritica, in realtà, era stato Enzuccio a fare la voce da polpo affogato, spacciandosi per il defunto polpo tedesco. Quaterna aveva abboccato, ma l’importante è il risultato.
(Fonte foto: Rete Internet)

