Picchetto per tutta la notte davanti all’ingresso del termovalorizzatore. L’assessore regionale all’ambiente, Giovanni Romano, è stato costretto a sospendere il trasferimento ad Acerra delle balle di scarti provenienti dal sito di Coda di Volpe.
L’aria è irrespirabile nel territorio a nordest di Napoli e gli acerrani hanno dichiarato guerra all’inceneritore, che dal 22 ottobre sta bruciando, oltre alla solita massa di rifiuti, pure le ecoballe provenienti dalla discarica di Coda di Volpe, nei pressi di Eboli. Guerra scoppiata stanotte, quando un centinaio di persone, tante le donne accorse sul posto, hanno formato un cordone davanti all’ingresso del termovalorizzatore.
I compattatori carichi di rifiuti sono rimasti bloccati componendo delle code accanto al perimetro del termovalorizzatore. La tensione, dunque, sale giorno dopo giorno. Ieri il vescovo di Acerra, Antonio Di Donna, durante la commemorazione dei defunti ha lanciato una sorta di anatema nella messa celebrata nel cimitero della città. E’ stato un messaggio esplicito contro l’inquinamento che alimenta le malattie tumorali, l’inceneritore e l’arrivo delle ecoballe da Eboli. Intanto il vertice alla Regione di stamattina, di cui era corsa voce durante la protesta, è stato smentito.
Ma l’assessore regionale all’ambiente, Giovanni Romano, è stato però spinto lo stesso a emanare un decreto pubblicato nel sito del comune di Acerra: palazzo Santa Lucia ha infatti sospeso il conferimento nell’inceneritore delle ecoballe stoccate nel sito salernitano. Ciò potrà permettere il ritorno alle nomali attività del termovalorizzatore. La sospensione decisa dalla Regione Campania durerà fino al 5 novembre, data del tavolo tecnico istituito dall’ assessorato regionale all’ambiente, tavolo a cui parteciperanno il comune di Acerra, l’Asl e l’Arpac.
Anche gli esponenti degli ambientalisti locali hanno chiesto di far parte del vertice. Ora però si profila una guerra tra poveri. Al vescovo di Acerra infatti stanno facendo eco le parole dei parroci di Eboli. “Le nostre eco balle sono sicure”, affermano i sacerdoti salernitani. Gli acerrani però chiedono una commissione di controllo indipendente per verificare sul posto il contenuto delle eco balle ebolitane.

