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Ponticelli. I cento anni della scuola “Enrico Toti”

La lunga storia dell’istituto scolastico cha parte di un forum prestigioso di circa cento “Scuole Storiche Napoletane.

C’era una volta l’anno scolastico. Cominciava il 6 ottobre e finiva a giugno. Luglio, agosto e settembre erano destinati alle vacanze estive. Poi, qualcuno fece la riforma e oggi l’anno scolastico comincia a settembre.

Una scuola non è solo la struttura esterna, le aule, gli spazi interni, gli arredi, non è solo un insieme di cose e di spazi, ma è molto di più. Una scuola è un luogo complesso, vivo, un luogo che ha un cuore pulsante, un’anima, che fin dalla sua nascita accoglie nel suo grembo materno tante storie, tante situazioni, tanta umanità, tante vittorie, tante sconfitte.
L’anno scolastico, 2014-2015, per gli alunni della scuola elementare “Enrico Toti” di Ponticelli non è un anno qualsiasi, perché quella scuola è lì, in piazza Vincenzo Aprea, da 100 anni.

Con l’unità d’Italia, nel 1861, fu promulgata su tutto il territorio nazionale la legge “Casati” che enunciava che le prime due classi delle elementari dovessero essere obbligatorie. Pertanto, tutti i comuni dovevano istituire le scuole obbligatoriamente. Anche Ponticelli era un comune autonomo, lo è stato fino al 1925, anno in cui fu poi assorbito dal comune di Napoli.
Il primo sindaco di Ponticelli ai tempi dell’unità d’Italia, Francesco Riccardi, non aveva soldi e quindi la “scuola” a Ponticelli non si riusciva a fare. Le classi erano frammentate, seguite un po’ dalla chiesa e dislocate sul territorio nei più vari spazi arrangiati un po’ ovunque, come ad esempio in alcuni retrobottega del corso Ferrovia.

Poi, alla fine dell’800, Vincenzo Aprea, un insegnante originario di Barra, divenne consigliere comunale a Ponticelli. Lui voleva fortemente più di tutti una vera e propria scuola. Così, cominciò a presentare mozioni per far destinare dei fondi pubblici alla bisogna. Nel 1903 fu eletto Sindaco di Ponticelli (fino al 1918) e, quindi, avendo più potere decisionale, cominciò a mettere da parte i soldi per la costruzione di una scuola. Nel 1906, quando sembrava che i lavori stessero per cominciare, un’eruzione del Vesuvio causò danni al quartiere, per cui tutti i fondi stanziati per la scuola vennero stornati per riparare i danni dell’eruzione.

Ma Vincenzo Aprea non si perse d’animo e riprese a conservare soldi per la scuola, fino al 1911 anno in cui fu approvato il progetto. I lavori iniziarono nel 1912 e terminarono nel 1914. La prima denominazione data alla scuola di Piazza Vincenzo Aprea (dedicatagli poi nel 1923) fu “Edmondo De Amicis”, così come risulta da una delibera del consiglio del 25 aprile del 1921. Poi il 5 novembre del 1933 (Direzione Centrale del Ministero dell’educazione, protocollo d’ingresso n. 970), l’edificio fu dedicato all’eroe della prima guerra mondiale “Enrico Toti”.

La scuola “Enrico Toti” fa parte di un forum prestigioso di circa cento “Scuole Storiche Napoletane”. Ed è la più vecchia di quelle site al di fuori del centro storico. Al suo interno è presente un patrimonio artistico-culturale degno di nota. La “Biblioteca Popolare”, detta poi successivamente “Biblioteca Magistrale”, un gioiello realizzato negli anni da Gennaro Iervolino, un insegnante nonché dirigente scolastico, che ha dedicato moltissimo alla scuola donando sempre dei libri. Lui voleva che i libri fossero consultati da tutti. Si tratta di circa 500 pezzi, di cui 300 catalogati, che vanno dalla metà dell’800 fino al 1940, entrati nel circuito della biblioteca nazionale.

Spicca su tutti un alfabetiere artistico dei primi del Novecento, donato da una facoltosa signora. Fanno bella mostra di se antichi sussidi didattici e registri storici che vanno dal 1985 al 1940. 1914/2014, dunque: cento anni di storia, di emozioni, di vita vissuta, di generazioni passate, di guerre mondiali e locali, trascorsi tra i banchi e i giardini, esterni ed interni, dell’edificio.

Cento anni di Maestri, di quelli con la M maiuscola, che con spirito di abnegazione, passione e cultura hanno cercato e contribuito a sollevare le sorti culturali e sociali del tormentato e popoloso quartiere napoletano, spesso lasciato a se stesso dalle diverse, ma simili, anime politicanti che si sono succedute in questo lungo periodo della nostra storia. E in questa storia, tra le sue mura, tanti anni fa, la “Enrico Toti” accolse ed istruì tanti piccoli protagonisti.

Tanti gli insegnanti, i bidelli ed il personale amministrativo che hanno attraversato i corridoi e le aule “sacre” di questa scuola elementare, la cui storia è stata custodita e raccolta da uomini e donne ad essa dediti (tra questi annoveriamo Cocettina Russo, Raffaella Aprea, Mauro Zizza, Antonio Bove, Giovanni Alagi e Luigi Verolino.

Ed oggi questa scuola anche per l’anno 2014/2015 si lancia nella sua missione educatrice delle generazione future, di un popolo che guarda spaventato al domani che verrà. Ma, anche se il futuro è incerto, difficile e, per certi versi, un’incognita paurosa, quando si guarda ad esso non si può non tener conto del passato di una lunga e tormentata storia. E, quindi, buon anno scolastico “centenario” a tutti gli alunni e insegnanti della gloriosa scuola elementare “Enrico Toti”.

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