Il tribunale di Nola ha di nuovo prorogato la decisione sul crack della Enam, la società comunale di nettezza urbana, 120 dipendenti, finita in una pericolosa situazione debitoria. I giudici avevano sospeso a dicembre il piano di ammortamento dei debiti.
La sospensione del concordato preventivo è poi stata decisa con una sentenza, emanata il 4 dicembre successivo, attraverso cui è stata revocata l’adunanza dei creditori, prevista per mercoledì 3 dicembre. In quella s stessa occasione era stata fissata al 15 gennaio la contestuale, e temuta, udienza fallimentare. Ma l’altro ieri il giudice ha preso tempo, rinviando ogni decisione al prossimo 19 febbraio.
Tra un mese, dunque, i giudici decideranno se dichiarare o meno il fallimento della società. Il destino della Enam rimane quindi appeso a un filo. Nella sentenza di sospensione del concordato, emanata a dicembre, il tribunale ha spiegato che “ci sono una serie di criticità relative alla fattibilità giuridica” del piano di sdebita mento. Varie le incongruenze eccepite dai giudici. In particolare si scrive dell’assenza di una convenzione tra la Enam e il comune di Pomigliano in grado di coprire l’intera durata del piano (fino a tutto il 2019). Inoltre i commissari giudiziali nominati dal tribunale hanno rilevato che nel piano non vengono fatti “girare” crediti verso il comune per un importo di 1milione e 348mila euro.
Problemi anche sul fronte dei crediti tributari: la documentazione presentata dalla Enam, secondo i giudici, è a un punto di non definizione degli importi. Non è finita. Sempre in base a quanto scritto dai magistrati, non è stata chiarita la svalutazione dei crediti da pignoramento per un importo di 125mila euro. E nella sentenza ampio spazio è dedicato a un episodio che fa riflettere. Il tribunale infatti contesta all’azienda di aver pagato alcuni creditori dopo l’ammissione al concordato e senza l’autorizzazione dei magistrati. Tutti questi punti poco chiari, sempre secondo la sentenza dell’altro ieri, creano profili di inammissibilità del piano di ammortamento del debito presentato dalla Enam.
Intanto corre voce che siano in corso dei movimenti puntati sul consiglio di amministrazione della società controllata dal comune, il cui presidente è Nicola Di Raffaele. I debiti da smaltire della Enam ammontano a circa cinque milioni di euro. E’ una situazione da allarme rosso che rischia di vanificare tutti gli sforzi messi in campo per salvare la società. Durante questi ultimi anni sono stati notevoli i sacrifici economici a cui sono stati chiamati i cittadini di Pomigliano. Nella città delle fabbriche la tassa sui rifiuti ha subito aumenti sensibili proprio per far fronte ai costi del servizio di igiene urbana.
Allo stesso tempo la Enam ha stipulato con i sindacati vari accordi finalizzati al taglio dei salari. Taglio che è stato messo a segno come con una mannaia nel caso di 17 impiegati, che si sono visti ridotto l’orario di lavoro e il conseguente salario di oltre il 30%.
(>Fonte foto: Rete Internet)





