In Via S. M. la Scala i contenitori dei rifiuti si spostano in base al peso politico dei residenti, e come la lava, puntano al fondo valle.
La prima settimana di ottobre oltre al clima primaverile, ha portato nella cittadina alle falde del Vesuvio un’altra ventata di modernità: sono stati installati i contenitori per la raccolta degli abiti usati. Aggiungendo un altro pezzo al sistema di raccolta differenziata. Fra gli ambientalisti locali si è commentato che queste sono tecniche di raccolta che sarebbero dovute partire trent’anni fa insieme alla raccolta del vetro ed alla costruzione di un isola ecologica ma si sa, a San Giuseppe Vesuviano vige un calendario diverso da quello del resto d’Italia. In ogni caso si è trattato di un adeguamento strutturale necessario per poter aumentare la percentuale di raccolta differenziata che da più di un anno è intorno al 50%.
Purtroppo non sono stati dello stesso avviso tanti cittadini che per decenni sono stati educati all’uso degli indecorosi contenitori installati negli anni ’80. Da subito, in alcuni quartieri, si è cominciato ad usare i nuovi contenitori come un Totem all’inciviltà. Sono sorte tante microdiscariche sul territorio comunale incentivate dall’illusione che i grossi contenitori gialli della Sua.Co.Tex., azienda vincitrice dell’appalto e titolare dei cassoni, fossero delle aree franche dalla raccolta differenziata, dimenticando che chi abbandona i rifiuti fuori dal regolamento comunale è punito con grosse ammende. Dal canto suo la Sua.Co.Tex ci informa di effettuare la raccolta due volte a settimane e che gli operatori hanno precise direttive relative alla bonifica degli spazi adiacenti il contenitore, raccogliendo eventuali indumenti abbandonati fuori dai cassoni e cercando di tenere pulita l’area.
Uno di questi sfortunati contenitori è stato quello depositato in Via S.M. la Scala presso il passaggio a livello della Circumvesuviana, che si è scoperto da subito avere due mali ereditari: 1)essere troppo vicino alla casa di influenti cittadini e 2) essere in un punto strategico per i troppi incivili della zona. In poche settimane è diventato un tabellone per l’affissione abusiva e una piccola discarica di quartiere. Corre voce nei corridoi del comune che sono arrivate dure telefonate di richiamo da consiglieri comunali che chiedevano con forza la rimozione dell’ingombrante contenitore. Sono stati accontentati al rientro dalle vacanze natalizie. Alcuni operai del comune e non della Ditta proprietaria del contenitore e quindi responsabile di eventuali danni a terzi, hanno rimosso il cassonetto giallo e lo hanno posizionato cento metri più a valle sullo stretto marciapiedi ( vedi foto). Chi ha provveduto allo spostamento ha totalmente ignorato le norme a tutela dei pedoni.
In un paese normale abitato da influenti cittadini e da imperiosi consiglieri comunali, ci si sarebbe aspettato un comportamento più responsabile, al fine di educare chi ignora le regole del vivere civile. Invece si è puntato sulle solite e sperimentate tecniche del ” :.comando io::.”. Peccato che il punto scelto dagli operai del comune oltre a cozzare con il buon senso cozzasse anche con un altro potente del luogo, il quale si è immediatamente recato all’Ufficio Ambiente per chiedere la rimozione dell’ingombrante cassone. Sembra che qualcuno gli abbia consigliato di mettere per iscritto il suo risentimento verso il comportamento assurdo dei tecnici comunali e che questi offeso avesse risposto:”: >sono una persona perbene:..“
Fatto sta che venerdì 9 gennaio 2015, sempre i solerti operai del comune, senza avvisare la Sua.Co.tex, si sono messi in spalla il pesante fardello e lo hanno depositato in Via Vialonga sotto lo sguardo sospettoso dei residenti che da subito hanno minacciato ritorsioni, nel caso in cui la zona fosse diventata una discarica.
Questa storia in poche settimane ha sepolto tutti i proclami dell’amministrazione Catapano, che appena uscita vincente dalle urne nel dicembre 2012 dichiarò una rottura totale con le politiche clientelari dell’ex amministrazione Ambrosio promettendo che sin da subito il confronto con i cittadini sarebbe avvenuto solo sul piano delle regole. Questi proclami visti attraverso il povero cassone giallo di via S.M. la Scala hanno il sapore della beffa, possiamo solo sperare che incivili cittadini ignorino il contenitore di via Vialonga. In caso contrario assisteremo all’ennesimo abusivo spostamento messo in moto dalla politica feudale del “::comando io:..”

