Nascondeva un discreto numero di stecche con il logo Em@il, le sigarette orientali temute per il loro potenziale altamente tossico.
I carabinieri della stazione di Pomigliano, diretti dal maresciallo Domenico Giannini, nell’ambito di un’azione coordinata con i colleghi della stazione di Volla, ieri sera hanno arrestato un contrabbandiere, A.R., di 57 anni.
Nascondeva 15 chili di sigarette cinesi Em@il, soprannominate le sigarette dei poveri, perché costano soltanto 2 euro al pacchetto. L’arrestato è finito ai domiciliari in attesa di rito direttissimo. Ma il pericolo insito in questo smercio sempre più diffuso di “bionde” non è solo il danno al mercato legale e all’erario. Secondo uno studio sanitario di livello mondiale, condotto in Inghilterra, le sigarette di contrabbando con marchi del tipo Classic,Raquel, Jin Ling, Gold Mount, o appunto Em@il risultano infatti più nocive di quelle classiche, quelle per intenderci vendute nel mercato legale delle tabaccherie. Quelle pirata sono in genere sigarette cinesi, arabe o prodotte in Italia ma destinate ai mercati esteri.
Tecnicamente vengono definite “cheap white” e sono realizzate di preferenza in paesi dell’Est come Bielorussia, Polonia, Ucraina, Grecia, Bulgaria o provengono direttamente dalla Cina. Viaggiano su furgoni e camion magari nascoste sotto carichi di frutta. Il commercio al dettaglio è assicurato da bancarelle improvvisate, da uomini con il borsone al collo: ma anche le nuove forme come gli ordini online e i servizi porta a porta stanno prendendo piede. In Italia sono le aree di Milano e di Napoli quelle invase da questo tipo di contrabbando.
(Fonte foto: Carabinieri)

