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Pollena, uno spiraglio per i disoccupati

Si apre uno spiraglio per la Rete dei disoccupati di Pollena. Ieri mattina, dopo un colloquio col sindaco Pinto, si intavola il percorso da seguire per un esito positivo della questione che li riguarda.

Ieri mattina, presso l’edificio comunale di Pollena Trocchia, una delegazione della Rete dei disoccupati è stata ricevuta dal sindaco Francesco Pinto. Dopo una serie di incontri che potremmo definire preparatori, finalmente il primo cittadino incontra, nel suo giorno di ricevimento, la rappresentanza dei disoccupati, per discutere sulle prospettive e le eventuali opportunità dell’associazione. La riunione avviene a porte chiuse tra la delegazione, il sindaco e un consigliere comunale.

All’uscita dall’ufficio chiediamo al presidente della Rete, Ciro Rauso, quali siano stati i risultati dell’incontro, questi ci spiega quanto segue: «Il sindaco Francesco Pinto ha chiamato un commercialista per aiutarci a fare il progetto. Noi abbiamo infatti chiesto un incontro con il prefetto ma è meglio che facciamo prima un progetto. Ci chiamerà lui telefonicamente per fare appuntamento con il fiscalista, per fare questo progetto.»

Che tipo di progetto sarà?
«Noi abbiamo ribadito che non vogliamo che ci paghino le bollette o che ce mettono ‘o piatto ‘ncoppa ‘a tavola ma chiediamo la possibilità di esercitare i nostri mestieri, ognuno di noi sa fare qualcosa. Visto che la Regione Campania ha stanziato settantacinque milioni per i progetti, noi proponiamo il nostro».

Quindi il sindaco ha dato la sua disponibilità …
«Ha dato la sua disponibilità a farci incontrare con questo fiscalista e mettere insieme questo progetto da presentare al prefetto, in Regione, poi non so».

Quindi è stata positiva la risposta?
«Per il momento è stata positiva ma vedremo come va a finire».

Attendiamo un po’ in anticamera per chiedere una dichiarazione al sindaco, che ci accoglie nel suo ufficio. «Stamattina sono venuti da me per chiedermi di fare da tramite tra loro e il prefetto. Io gli ho suggerito una cosa, visto che da un po’ di tempo, e questo è sicuramente lodevole, loro, piuttosto che chiedere altre forme di assistenza, come speso accade, hanno cercato di organizzarsi e si sono resi disponibili a offrire le loro competenze. Ora io, avevo suggerito loro, che era opportuno di organizzarsi in modo intelligente, ne apprezzavo lo sforzo ma bisognava trasformarlo, dargli una forma giuridica, costituire possibilmente una società di servizi che potesse fare eventualmente tutte queste attività.

A tal proposito, abbiamo organizzato un incontro nell’aula consiliare sul microcredito, con l’assessore regionale al lavoro. Su questa iniziativa, proposta dalla Regione Campania, per quelle piccole attività di microimprese, promosse dai soggetti non bancabili (soggetti che non dispongono di garanzia propria per il finanziamento bancario ordinario, ndr.). Perché questa iniziativa, oltre a rivolgersi ai giovani e alle donne è anche rivolta a chi è disoccupato e chi è uscito fuori dal mercato del lavoro. Ora loro sono stati al comune la settimana scorsa per avere delle informazioni poi io non ho avuto più modo di incontrarli e pensavo fossero andati avanti invece, stamattina, mi hanno detto che non l’hanno fatto perché hanno trovato delle difficoltà.

Allora ho chiesto a un mio amico commercialista la disponibilità gratuita di incontrarli, accogliere l’idea e presentarla per partecipare a questo bando sul microcredito. Il problema della disoccupazione in Italia è enorme soprattutto in Campania, andare dal prefetto e chiedergli audizione senza un’idea concreta non ci porta da nessuna parte, lui sicuramente esprimerà solidarietà ma poi … allora io gli ho detto presentiamo questo progetto, cerchiamo di sostenerlo, e io scriverò al prefetto, gli chiederò audizione e su una cosa concreta chiederemo anche il suo impegno e così siamo rimasti».

Ma in base alla sua esperienza ci sono possibilità che si arrivi a qualcosa di concreto?
«Spero proprio di sì ma se non si presenta il progetto non c’è neanche la possibilità e nell’interlocuzione con altri esponenti delle istituzioni noi dobbiamo avere la capacità di indicare già la strada».
E questa loro idea di un centro servizi potrebbe …
«Penso proprio di sì. La disponibilità è totale. Io ricordo sempre le parole di una persona che con qualche anno più in me mi diceva – Quando hai un problema, indicami una soluzione altrimenti diventi parte del problema».

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