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Sant’Anastasia. Sciopero della fame del sindaco Esposito per l’approvazione del P.S.O.

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Solo acqua e caffè per il sindaco che estremizza così la battaglia per sbloccare il P.S.O. e lancia la provocazione: nessuna azione repressiva contro gli abusi senza un’assunzione di responsabilità dalla Regione.

Parte oggi lo sciopero della fame annunciato dal sindaco Carmine Esposito come estrema forma di protesta contro «la condizione di totale immobilismo» cui le inadempienze amministrative, al livello regionale, hanno costretto il territorio anastasiano, e che fa eco all’azione legale intrapresa già ieri con la diffida spiccata dal Comune di Sant’Anastasia ai danni della Regione Campania per non aver adottato il Piano Strategico Operativo entro i sei mesi previsti dalla legge 21/2003, penalizzando così i territori vesuviani mediante l’applicazione esclusiva della parte restrittiva della norma, senza dare seguito ai benefici in essa contenuta.

«È tempo di decisioni estreme» sentenzia il primo cittadino, che si dice pronto a non adottare alcun provvedimento restrittivo contro gli abusi edilizi fino a quando non ci sarà un’assunzione di responsabilità da parte della Regione Campania, sollecitata, a mezzo di diffida, ad approvare entro trenta giorni dal ricevimento di quest’ultima il P.S.O., o comunque a porre in essere le azioni utili ad adottare tutti gli strumenti necessari per una reale messa in sicurezza del territorio. «È arrivato il momento che tutti i cittadini sappiano quali sono le forze che in consiglio regionale si stanno muovendo per sbloccare le cose» aggiunge Carmine Esposito, che passa così ad accusare le componenti PD e IDV in Consiglio Regionale, responsabili, secondo il sindaco, di aver bloccato la norma con circa mille emendamenti.

Dunque solo acqua e caffè, a partire da oggi, per Carmine Esposito, per dare la massima risonanza alla problematica che il primo cittadino auspica possa raggiungere e soprattutto coinvolgere direttamente tutti i cittadini e i sindaci dell’intera “zona rossa”, di fronte anche all’arenarsi dell’ultima proposta avanzata dalla Regione, dopo una fase interlocutoria avviata proprio dal Comune di Sant’Anastasia, che fino all’inizio dell’estate aveva fatto sperare in una soluzione, pure parziale, della vicenda. Intanto, dopo le prime ore di sciopero, nessun riscontro è arrivato da parte dei sindaci del comuni limitrof.

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