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giovedì, Dicembre 2, 2021

Per un pugno di petroldollari

Scatta il weekend ed è subito corsa al distributore “generoso”.

Di assalti ne esistono a iosa. A scuola abbiamo appreso dell’assalto ai forni, ricordate? Promessi Sposi, capitolo XII: Renzo arriva a Milano dove il popolo è in sommossa «per goder quella cuccagna fin che durava». Poi abbiamo imparato che ce n’era stato anche un altro, di assalto. Quello alla Bastiglia, simbolo di un potere nobiliare in decadenza, e un bel po’ di tempo dopo l’assalto ai forni parte II, in piena epoca nazista:

«Le donne dei quartieri Ostiense, Portuense e Garbatella avevano scoperto che il forno panificava pane bianco e aveva grossi depositi di farina. Decisero di assaltare il deposito che apparentemente non sembrava presidiato dalle truppe tedesche. Il direttore del forno, forse d’accordo con quelle disperate o per evitare danni ai macchinari, lasciò che entrassero e si impossessassero di piccoli quantitativi di pane e farina. Qualcuno invece chiamò la polizia tedesca, e molti soldati della Wehrmacht giunsero quando le donne erano ancora sul posto con il loro bottino di pane e farina. Alla vista dei soldati nazisti cercarono di fuggire, ma quelli bloccarono il ponte mentre altri si disposero sulla strada: strette tra i due blocchi, le donne si videro senza scampo e qualcuna fuggì lungo il fiume scendendo sull’argine, mentre altre lasciarono cadere a terra il loro bottino e si arresero urlando e implorando. Ne catturarono dieci, le disposero contro la ringhiera del ponte, il viso rivolto al fiume sotto di loro. Si era fatto silenzio, si udivano solo gli ordini secchi del caporale che preparava l’eccidio».

Addirittura le recenti Olimpiadi ci hanno insegnato che c’è pure l’assalto schermistico, che anche un giornalista può essere d’assalto, così come lo sono un magistrato zelante, un finanziere autoritario o un businessman senza scrupoli né coscienza.

L’ultima novità in materia deriva però da una congiuntura economica che si fa sempre più farsesca. La dinamica resta immutata, eppure l’obiettivo dell’attacco si è sensibilmente trasfigurato. Oggi la guerra non si fa più per un tozzo di pane, un sorso d’acqua o un polposo cosciotto di maiale. Oggi siamo in fila per un pieno… d’oro nero, quella fantomatica benzina che insieme a spread e debito pubblico martirizza i sogni di milioni d’italiani, ma che ricchezza vera e propria non è, perché diamine potrà far girare una ruota, riscaldare un appartamento, ma la sete non la sazia certo.

Comunque ormai dell’auto non si può fare a meno, almeno non da queste parti, e pazienza se inquina, costa uno sproposito o assoggetta. E allora caccia sia alla pompa in offerta, sperando solo che il gestore non abbia parentele col famoso oste della canzone. Perché, sapete, al self-service prima si paga e poi si beve.

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