mercoledì, Aprile 22, 2026
16.8 C
Napoli

Ottaviano: cercasi un acchiappafantasmi, per disinfestare il Palazzo Medici

Lo ingaggia il Parco o il Comune ? Dai tempi di Giuseppe III a quelli di Cutolo tutto è stato detto sul Palazzo: e spesso era una goccia di verità diluita in cisterne di chiacchiere. Ma i fantasmi, no ! Il Palazzo non merita l’oltraggio del ridicolo:..

Quante ne ha passate il Palazzo. La struttura attuale gliela diedero, tra il 1750 e il 1770, gli architetti napoletani incaricati da Giuseppe III Medici di trasformare l’imponente edificio da castello a palazzo di campagna, per metà villa e “luogo ameno” e per metà centro amministrativo del patrimonio della famiglia, che non era piccolo. Giuseppe III Medici, capo di una loggia massonica, era intimo di Ferdinando (prima IV e poi I) e di Maria Carolina, era fratello di una signora che si diceva fosse, anche lei, intima della regina, forse un po’ troppo, ed era fratello anche del Cavalier Luigi che avrebbe rappresentato i Borbone al Congresso di Vienna e sarebbe diventato Primo Ministro del regno.

Giuseppe III di qua spendeva e spandeva per comprare cavalli, per ristrutturare i palazzi di famiglia, per affidare quello di Ottajano agli allievi di Ferdinando Sanfelice, a maestri della ceramica, del marmo, del legno, ai migliori giardinieri, e a pittori poco costosi, come i Mozzillo padre e figlia, costosi, come Paolo Di Majo, molto costosi, come Pietro Fabris e Jacques Volaire; di là, invece, piangeva miseria, proclamava a destra e a sinistra di essere schiacciato dai debiti del padre e del nonno, – una montagna di debiti -, dalla sterilità delle vigne, dalla disonestà dei fittavoli, e dalle spese per il palazzo di Ottajano: quanto costava mantenerlo ! Giuseppe esagerava, faceva teatro.

I debiti c’erano, ma lui ne allungava a dismisura l’elenco, per fregare l’erario – anche allora c’erano gli evasori -, per distrarre dalla verità dei bilanci l’attenzione di qualche fratello troppo curioso e di qualche cognato troppo avido, in particolare di Sigismondo Chigi, il banchiere, che nel 1776 sposò Maria Giovanna, la più piccola delle sorelle del principe, e non si accontentò di una magra dote e del quadro che Giuseppe III regalò alla coppia, con la scena degli addii e la rappresentazione del Palazzo che stava prendendo la forma nuova, e definitiva: il principe di Ottajano l’aveva commissionato al Fabris (o al Volaire), e pagato con i soldi della ” busta ” offerta dagli Ottajanesi ai novelli sposi, un ” adiutorio “, un ” contributo “” di 800 ducati e di chi sa quante bestemmie ( l’immagine del quadro correda questo articolo).

Le lacrime di Giuseppe III ingannarono l’erario, i fratelli del principe e la famiglia della moglie, e anche qualche storico dei tempi nostri: ma non il banchiere Sigismondo, a cui piacevano masserie, ville e palazzi, e che aveva pratica di notai e di tribunali. Tra il 1848 e il 1863 il Palazzo ebbe due facce: la faccia borbonica di Giuseppe IV, e la faccia tinta di liberalismo del figlio Michele. Dopo il ’63 anche Giuseppe IV si convertì al nuovo ordine e la faccia tornò una sola, quella della ” dissimulazione “, l’arte del fingere, in cui, grazie alla scuola dei Medici, gli Ottajanesi diventarono maestri sommi.

Poi vennero Tornatore e il suo film, il Palazzo tornò ad essere Castello – la parola ” castello ” proietta un’ombra più tetra – e divenne la sede ufficiale della camorra di Cutolo. E poichè la storiografia è spesso una gara a chi mett”a coppa, uno storico della camorra dà come certe le notizie che il padre di Cutolo, avendo prestato dei soldi ai figli del ” principe Lancillotto “, che dovrebbe essere un Lancellotti, ebbe a copertura del debito la proprietà del castello, e che proprio nel castello nacque Raffaele Cutolo. Cose da “telenovela”. Il Palazzo era ridotto a un inaccessibile e squinternato ammasso di ruderi molto prima che Cutolo ne acquisisse la proprietà: ma la nuda verità non piace a chi è innamorato del ” colore “.

Poi vennero gli storici locali. Qualcuno dedicò energie e tempo a scrivere la storia di Ottajano e dei Medici, ma si lasciò confondere dai troppi ” Giuseppe ” e ” Michele “, dalle schiere di figli e di fratelli, e non riuscì ad accettare che Luigi, il grande Luigi, fosse solo Cavaliere, e non Principe. La lista dei feudatari e dei principi è stata rimessa in ordine da libri pubblicati in questi primi anni del secolo. Luigi Iroso, grazie alla sua inflessibile pazienza, ha tirato fuori dagli archivi napoletani tutte le carte relative alla storia della famiglia, ma nel disegnare i ritratti dei principi ha usato quasi solo il nero di catrame: ne ha usato in abbondanza soprattutto per Giuseppe I, che ebbe un ruolo notevole nella storia napoletana della seconda metà del Seicento. Giuseppe I, principe di Ottajano, fu amico di Francesco D’ Andrea, del Macrino, del Solimena, di Luca Giordano, e meritò l’ammirazione di G.B. Vico: e dunque qualche pregio doveva averlo. Il principe è sepolto, insieme ad altri membri della stirpe, nell’ipogeo della Chiesa del Rosario. E questo ipogeo e il ruolo dei Medici sono temi su cui dovremo tornare.

Mi dicono che, tra i sussulti dell’ interesse che da qualche tempo si è acceso intorno ai luoghi di Ottaviano, qualcuno si è messo a raccontare storie di fantasmi che abiterebbero ( ?) il palazzo Medici. Di solito i fantasmi fanno colore e diventano un’attrazione. Ma non per i vesuviani e i napoletani, che sono smagati, disillusi e cinici. E infatti un amico napoletano mi ha telefonato per chiedermi, con tono ironicamente serio, a che ora i fantasmi si mostrano ai visitatori e in che lingua parlano. Tra l’altro, questa storia potrebbe mettere in allarme i funzionari dell’ Ente Parco e i promessi sposi che hanno intenzione di celebrare il pranzo nuziale nella scuderia del Palazzo. Quando uno si sposa, non vuole sentir parlare di spettri e fantasmi.

Chi sente il bisogno di colorare la “minestra” da servire a turisti e visitatori cerchi tra le storie della storia vera di Ottajano: vi troverà tutto il colore che gli serve. Perfino le storie dei cavalli che ebbero alloggio nella scuderia del palazzo sono ” colorate “, di colore vero. Ma non parliamo di fantasmi. La città di Ottaviano non merita di morire affogata in un’alluvione di ridicolo.

P.S. Ma forse esistono due Ottaviano e due storie distinte. Il dubbio mi rode da mesi. Per esempio, il presidente del consiglio (comunale) dice ripetutamente che egli fu un oppositore dell’ amministrazione Iervolino: leggo le sue dichiarazioni nei verbali delle sedute di questo consiglio ( comunale): leggo e mi stupisco. E quando accadde, la cosa ? e come accadde ? E su che cosa il presidente del consiglio (comunale) si oppose, quando era consigliere semplice, al sindaco dott. Iervolino?

 LA CITTA’ INVOLONTARIA

In evidenza questa settimana

Muore travolto dall’auto durante riparazione, tragedia nell’officina ad Acerra

Dramma nel pomeriggio di ieri ad Acerra, dove un...

Cambio nella giunta Bene, Giova succede a Casolaro

Il sindaco di Casoria, Raffaele Bene, annuncia un avvicendamento all’interno della...

Caivano, La Coldiretti Campania incontra gli studenti dell’Istituto Morano

Riceviamo e pubblichiamo La Coldiretti Campania incontra gli studenti dell’Istituto...

Cimitile, riapre il Municipio dopo oltre vent’anni: restituita alla comunità la “casa dei cittadini”

  Dopo oltre vent’anni di attesa, Cimitile ritrova uno dei...

Pomigliano D’Arco, 25 Aprile: L’ ANPI promuove la manifestazione “Percorso della Memoria”

Riceviamo e pubblichiamo “Il Fiore del Partigiano”: Pomigliano in cammino...

Argomenti

Cambio nella giunta Bene, Giova succede a Casolaro

Il sindaco di Casoria, Raffaele Bene, annuncia un avvicendamento all’interno della...

Caivano, La Coldiretti Campania incontra gli studenti dell’Istituto Morano

Riceviamo e pubblichiamo La Coldiretti Campania incontra gli studenti dell’Istituto...

Pomigliano D’Arco, 25 Aprile: L’ ANPI promuove la manifestazione “Percorso della Memoria”

Riceviamo e pubblichiamo “Il Fiore del Partigiano”: Pomigliano in cammino...

Ritirata la licenza della sala scommesse: è troppo vicina a una chiesa

Il Tar Campania conferma la validità del provvedimento della Questura di Napoli che...

Related Articles

Categorie popolari

Adv