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Ieri sera i carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna hanno arrestato un pregiudicato, Tommaso Colucci, 30 anni, sospettato di aver ucciso a Scisciano, il 26 dicembre scorso, Giovanni Guardiglio, precedenti per droga, di Somma Vesuviana.

I militari del capitano Michele D’Agosto, comandante della compagnia di Castello di Cisterna, ormai sono certi: a sparare a Giovanni Guardiglio nella serata di Santo Stefano sarebbe stato Tommaso Colucci.

Il sospettato del delitto è stato arrestato lunedì e poi trasferito in carcere. In base a una prima ricostruzione dei carabinieri il pregiudicato trentenne di Scisciano avrebbe inseguito la vittima predestinata a bordo della sua auto, una Nissan Micra, all’altezza del confine tra i comuni di Somma Vesuviana e Scisciano, in via cupa di Nola, una zona solitamente molto tranquilla, ad elevato tasso mafioso. Proprio in quest’area la polizia, due anni fa, ha arrestato il superlatitante della camorra nolana Salvatore Russo, considerato l’erede di Carmine Alfieri, e sempre da queste parti, il 13 settembre del 1992, i carabinieri di Castello di Cisterna stanarono, nascosto nel bunker di una delle tante ville disseminate lungo la strada provinciale, proprio lo storico capoclan di piazzolla di Nola, leader della nuova famiglia, da tempo collaboratore di giustizia.

In uno scenario del genere, dominato da omertà e quiete apparente, si è consumato l’omicidio Guardiglio. La sera di Santo Stefano il pregiudicato di Somma Vesuviana sarebbe stato raggiunto da Colucci, che pistola in pugno avrebbe quindi fatto fuoco. Un solo colpo, letale. Per evidenti motivi legati al segreto istruttorio non è stata però specificata l’esatta dinamica dell’agguato. Non è certo, cioè, se Guardiglio e Colucci si siano prima parlati. Quel che si sa è che Guardiglio era a bordo di una moto, insieme a un conoscente. Ancora oscuro, dunque, per il momento, il movente. Secondo quanto riferito in una nota dallo stesso capitano D’Agosto “è in atto un riassetto delle strutture criminali del territorio, cosa che, come di consueto, genera violenza e morte”.

Colucci era stato fermato dai carabinieri la sera stessa dell’omicidio e poco dopo rilasciato. Poi però gli investigatori hanno raccolto alcune prove, dati tecnici che sono stati raffrontati con le riprese dei circuiti di videosorveglianza presenti nella zona. Forse le telecamere avrebbero inchiodato il trentenne di Scisciano. Quindi, l’arresto e il successivo trasferimento in carcere.
(Fonte foto: Rete Internet)