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OSSERVATORIO SUL DISAGIO ADOLESCENZIALE

Il disagio che i nostri giovani esprimono merita pensieri e riflessioni; le loro attese aspettano risposte dalla società. Ne parliamo a partire da oggi con una nuova rubrica.

Con questo articolo si avvia la collaborazione con la prof.ssa Annamaria Franzoni. L”argomento che sarà trattato riguarda gli adolescenti, e la nuova rubrica nasce allo scopo di creare un vero e proprio Osservatorio capace di affrontare la problematica del disagio adolescenziale su basi reali.

Ciò significa che saranno considerate certamente le problematiche esistenziali, ma senza farne il focus centrale delle varie analisi. Piuttosto, saranno passati in rassegna una serie di fattori (socio-ambientali; psicologici e relazionali; educativo-affettivi) che danno corpo al disagio creando marginalità, solitudini, disadattamento.
L.P.

Chi si chiede quali siano i motivi intrinseci ed estrinseci, le cause profonde recenti e remote di quella che può essere definita la vera Waterloo dell”educazione in riferimento al disagio sempre più diffuso dei nostri giovani, potrà provare a riflettere, attraverso questa rubrica che, a partire da questo numero accompagnerà il lettore quindicinalmente, sulla complessità della tematica, sulla diversità comportamentale che assume, sulla multiforme possibilità di interpretazione e sui numerosi livelli d”espressione in riferimento al punto di osservazione che assumiamo.

Tale situazione che, invero oggi si manifesta in modo variegato e fortemente evidente, affonda le sue radici nel complesso terreno di base del pirandelliano conflitto tra nuove e vecchie generazioni sul quale hanno, però, agito con virulenza una serie di aspettative socio-relazionali complesse per lo più disattese o improponibili in un ambito già delicato di per sè e compromesso da una serie di inefficienze e tali da richiedere oggi un intervento radicale di diversa attenzione e di più generale e complessa ramificazione sociale.

È facile , naturalmente, a questo punto rifugiarsi nel solito ben noto angolo dell” abusato ricorrere all”attuale assenza dei valori “di una volta”, esaltando il ruolo di un moralizzatore esterno che ristabilisca qualcosa che sotto questo profilo forse non c”è mai stato, evitando di affrontare su basi reali la problematica, senza chiamare direttamente in causa i soggetti della catena di distribuzione del bene -istruzione e del bene- formazione del soggetto educando.

Continuiamo spesso, così come la generazione precedente con noi, a sostenere che “il futuro sono loro” e che molto ci aspettiamo da loro in termini di impegno sociale in una realtà che diviene sempre più complessa anche grazie al contributo di nuovi soggetti provenienti da aree etniche polimorfe e portatori di ordini psico-sociali variegati e che richiedono un assetto nuovo, interessante, ma non sempre riconducibile ad una casistica collaudata e sperimentata.

Al contempo, però, con sempre maggiore veemenza, il boomerang torna sul nostro ruolo, e ce lo rammentano i protagonisti di questa nostra indagine, in quanto gli adulti siamo noi e questo mondo, ci dicono, glielo abbiamo consegnato noi così com”è. Pertanto, consapevoli che il nostro adolescente vive un momento in cui la sua personalità è in fieri, che, tuttavia, egli si pone nei nostri confronti su un piano di uguaglianza, ma anche di diversità per la nuova linfa vitale che lo agita facciamo sì che possa superarci e sbalordirci e sosteniamolo in quella che Piaget definisce il “desiderio di trasformare il mondo”. Infatti i piani di vita che esprime sono ricchi di sentimenti esaltanti, altruistici, di fervido misticismo e di messianico egocentrismo orientato alla salvezza dell”umanità.

Si va così definendo il ruolo di chi, da adulto facilitatore e animatore di questa tempestosa e confusa megalomania egocentrica, può e deve porsi come ascoltatore di questi fremiti, può e deve interpretare tempestivamente le richieste di aiuto silenti e non dilazionarle nel tempo per evitare l”aggravarsi di tali difficoltà, può e deve favorire la riorganizzazione positiva del grande entusiasmo proveniente dalla sorgente vitale della nostra società!

L”autrice è docente di materie letterarie presso il Liceo “Mercalli” di Napoli. Ha una lunga esperienza come docente-formatore in corsi le cui tematiche riguardano le Scuole situate in zone a rischio, l”Educazione alla legalità, il lavoro dei docenti impegnati con adolescenti in condizioni difficili.

È stata docente nel “Progetto Chance” e tutt”ora collabora con il maestro di strada Cesare Moreno, nel quale il progetto si identifica.
Il “Progetto Chance” è un percorso formativo di inclusione sociale che da anni impegna i maestri di strada a recuperare i giovani che evadono l”obbligo scolastico, per offrire una prospettiva di cultura e legalità, alternativa alla violenza e alla sopraffazione.

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