CONDIVIDI

Sulla ricetta del medico non ci sarà più il nome commerciale del medicinale ma solo quello del principio attivo del farmaco. Rischio caos.

Con l’entrata in vigore del decreto sulla Spending review, medici e farmacisti dovranno rispettare le nuove regole sulla vendita e sulla prescrizione. L’obiettivo del governo è quello di mirare ad un notevole risparmio per i cittadini e per il sistema sanitario nazionale. Sulla ricetta del medico non ci sarà più il nome commerciale del medicinale (aulin, oki, etc.), ma solo quello del principio attivo del farmaco. Il medico potrà solo aggiungere, se lo ritiene opportuno, il nome della specialità, ma se non lo farà, il farmacista dovrà, per legge fornire al paziente il medicinale che ha il prezzo più basso fra quelli in commercio. Solo se più medicinali hanno stesso prezzo, potrà consegnarne uno qualsiasi secondo la preferenza dell’assistito.

Le nuove norme sono state accolte non senza proteste sia da Farmindustria che dai sindacati dei camici bianchi: i medici prevedono «rischi» per la salute dei pazienti ed un ulteriore ed inutile aggravio burocratico per il medico di famiglia, mentre Farmindustria denuncia un «vergognoso attacco» alle aziende del settore che «colpisce al cuore l’industria farmaceutica . Le conseguenze saranno gravissime per l’occupazione di 65.000 dipendenti diretti e per i 61.000 che lavorano in un indotto di eccellenza; per l’export, pari al 61% della produzione e per gli investimenti annui di 2,4 miliardi in produzione e ricerca. Così si uccide l’industria farmaceutica in Italia. Chiediamo quindi al Governo e alle Istituzioni di intervenire urgentemente perché si ponga rimedio prima che sia troppo tardi ».

Contestato da più parti il fatto che il decreto con le nuove regole sia arrivato nel periodo in cui oltre la metà delle farmacie sono chiuse per ferie, cosa che alla riapertura potrebbe generare caos per pazienti ed addetti ai lavori.
(Fonte foto: Rete Internet)