Il 27enne ferito da un proiettile al polmone per non aver ceduto la moto ai suoi aguzzini, lotta per vivere. Amici e familiari si stringono intorno a lui, il padre: “Attendiamo che venga fatta giustizia. Cittadini indifesi ed abbandonati dallo Stato”.
E’ ancora in prognosi riservata Giacomo Gentile, il ragazzo di Marigliano ferito da un proiettile per non aver ceduto la moto ai suoi aguzzini e ricoverato da sabato nel reparto di rianimazione dell’ospedale Loreto Mare.
Nella notte tra venerdì e sabato scorso, il giovane che percorreva via Vespucci a bordo di un T-max Yamaha insieme alla fidanzata, è stato strattonato da due malviventi che non hanno esitato a fare fuoco di fronte la reticenza della vittima nel fermarsi. Le sue condizioni cliniche sono stazionarie; al giovane gli è stata trasportata la milza ed intanto si acuisce la rabbia degli amici e della famiglia per quanto accaduto al loro caro Giacomo. Il padre in particolare, rompe il silenzio ed auspica che i due banditi vengano assicurati alla giustizia e che le forze dell’ordine vengano messe nelle condizioni di operare a tutela della legalità.
«Devono prendere subito il responsabile e deve essere fatta giustizia, ma vera giustizia, non vorrei che poi i colpevoli di questo atto vengano liberati subito – afferma Ciro Gentile – Purtroppo i cittadini si sentono indifesi. Abbandonati dallo Stato. Noi invochiamo sicurezza, ma ormai in questo Paese si tagliano le risorse alle forze dell’ordine e la polizia non può neanche mettere la benzina alle volanti». Il padre del ragazzo ha poi rivolto un accorato appello al sindaco De Magistris per annientare la violenza che vige nel capoluogo campano.
«Voglio dire a De Magistris che questa violenza va debellata. Per carità, non lo accuso di nulla, ma, ripeto, lui è il sindaco di questa città e mio figlio è stato ferito qui, in questa metropoli maledetta. Abbiamo un Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nato qui, ma neanche questo è servito a migliorare la situazione. Ma deve arrivare un momento per dire basta a tutto ciò. Oppure che dobbiamo fare? Andarcene tutti via?». Un appello, poi, rilanciato dagli amici del ragazzo: «Non è possibile andare a mangiare una pizza con gli amici dopo una settimana di lavoro e non sapere se torni e come torni a casa. E’ inaccettabile. Chi ha commesso un atto così vile deve essere assicurato alla giustizia. Invitiamo le istituzioni a non restare indifferenti, ad aprire gli occhi, a combattere per il nostro futuro e per garantire ai cittadini napoletani maggiore sicurezza».
(Fonte foto: Rete Internet)



