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MESSAGGI DAL PASSATO E DAL PRESENTE

Lo sapevate che esiste anche una Grammatica della Fede? Ce lo svelano i personaggi dei dialoghi del prof. Giovanni Ariola, che non mancano di rimarcare l”attualità del pensiero di Giustino Fortunato.

Il prof. Carlo sta ammirando il giardino di fronte tutto bianco di galaverna che lo fa apparire un luogo incantato fuori del tempo, quando il tonfo di un oggetto sul pavimento lo riscuote dalla contemplazione di quello spettacolo malioso della natura. In effetti è entrato il prof Eligio e, avendo le mani intirizzite dal freddo di questa gelida mattina di gennaio, ha lasciato cadere il libro che reggeva insieme con la cartella e il giornale.

– È la seconda volta – dice alquanto contrariato e stizzito – che mi cade, ho le mani così gelate che quasi non me le sento. Mi sono deciso – continua mostrando il libro raccolto da terra – a comprare la nuova pubblicazione del nostro Presidente Napolitano, dato che qui in Istituto s’è deciso di escluderlo dall’elenco dei libri da acquistare per la biblioteca a causa della ormai famigerata storia della dieta coatta delle nostre finanze…
– È diventato un odioso ritornello ma è la realtà – concorda il prof. Carlo.

– …ho dovuto procurarmelo – continua il prof. Eligio – perché sono stato invitato come relatore ad una conferenza sull’opera dei tre ultimi Presidenti della nostra Repubblica, in particolare sul ruolo svolto dal Presidente Scalfaro nel delicato passaggio dalla Prima alla cosiddetta Seconda Repubblica, per cui è stato definito, con una parola piuttosto brutta, traghettatore…Ben altri sono i meriti del vecchio leone democristiano, come viene alquanto iperbolicamente chiamato: mi auguro che nella conferenza vengano bene evidenziati insieme naturalmente ai limiti che non mancano.

– A proposito del libro del presidente attuale “Una e indivisibile” – ribatte il collega – l’ho letto e una delle cose più pregevoli mi è sembrata il riferimento a Giustino Fortunato, del quale si dice che “il suo pensiero e la sua battaglia politica, quali si espressero in decenni di partecipazione appassionata all’attività parlamentare e alla vita pubblica, restano ancor oggi un punto di riferimento illuminante.”( Giorgio Napolitano, “Una e indivisibile – Riflessioni sui 150 anni della nostra Italia”, Rizzoli, Milano, 2011, p.13). Guarda caso, proprio qualche giorno fa mi è capitato tra le mani un libretto che mi è molto caro, del famoso meridionalista, intitolato “Corrispondenze napoletane” (ECIG, Genova, 1993). Ce l’ho qui, voglio leggerti questa pagina:

”Una sera della scorsa estate, in una delle vie più battute del vecchio Napoli (sic) un noto confidente di questura, il Borrelli, cadeva ferito mortalmente, per mano di un giovane operaio, certo Esposito, che era in fama di camorrista. Il giorno appresso, mentre l’omicida arrestato veniva scortato da un drappello di soldati, una turba di popolani lo acclamava freneticamente e lo seguiva fino al carcere di Castel Captano, e intanto il cadavere dell’ucciso, menato al camposanto era di pieno giorno assalito nella cella mortuaria, e contaminato nel modo più sconcio e disonesto…Nell’ora stessa, in cui nel cimitero si consumava lo sfregio alla salma dell’ucciso, poco lungi di là, nella Taverna delle Brecce, alcuni amici dell’Esposito….festeggiavano, con una bella tavoliata a bocca e borsa, il profugo assassino…alla cui salute si tozzarono allegramente i colmi bicchieri.”(pp. 45 e 56-57)

– È impressionante la somiglianza con certi fatti di oggi… – esclama il prof. Eligio.
– Pensa…è uno scritto del 10 gennaio 1878…Ascolta ancora… “Non c’è, non ci può essere chi neghi qui la esistenza della camorra…non può quindi esser questione se non de’ mezzi per domarla, ora che siamo in tempo, anzi che destarci quando sarà stretta in associazione e salita più su e penetrata ne’ comizi e negli uffici…
– Tragica profezia…

– “Il problema è molto più difficile che non sembri a prima vista. Sollevare il concetto della dignità in una plebe a mezzo avvilita, spensierata, facile a essere soggiogata, e perseguire i prepotenti senza chiasso ma senza tregua, mese per mese, anno per anno, senza illegalità ma senza debolezze: rendere meno disagiata la esistenza degli uni, e combattere gli altri nell’intimo della vita sociale, sui mercati non solo, ma nei pubblici incanti, nelle agenzie di pegno, alle barriere…nell’esercizio de’ mestieri, da per tutto: ecco la guerra che bisogna muovere alla camorra. Sapranno, vorranno le autorità e le classi dirigenti dichiararla e proseguirla con animo deliberato? ”(pp.47-49)
– Se per un momento l’autore di queste parole – osserva il prof. Eligio – potesse risuscitare, nel constatare come non solo il problema non è stato risolto ma che la situazione è di molto peggiorata, anzi si è incancrenita, inorridirebbe e s’affretterebbe a tornarsene nella tomba.

A interrompere la conversazione intrisa di triste amarezza dei due prof., la comparsa di Raffaella, una neodottoressa in Scienze dell’Educazione, che in attesa di lavoro, nella scuola o altrove, ha chiesto e ottenuto di avere un incarico di collaboratrice …volontaria a costo zero nell’Istituto. Ha portato e sottopone alla visione dei docenti le bozze del glossarietto di parole significative e più frequentemente comparse sui media nell’ultimo mese di gennaio.
Eccone alcune.

A – Tripla A – Indica il massimo dei voti, in termini di affidabilità e quindi di sicurezza di un titolo sul mercato, assegnato da Associazioni o Agenzie di rating (valutazione) internazionali come Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch Rating.
Un paese cui è attribuita la Tripla A è giudicato non a rischio di downgrade (cambiamento negativo nella valutazione) o addirittura di default (insolvenza e quindi fallimento).
D – Dreamliner – Che bel nome! Significa letteralmente “aereo di linea da sogno
È il Boeing 787, primo aereo di linea realizzato dai Giapponesi per il 50 % con fibra di carbonio che lo rende più leggero e di conseguenza fa risparmiare il 20 % di gasolio. Vanta 42 posti in business class e 142 in economy, un menu con portate di alta qualità, videogiochi, (per i manager) sedili che si trasformano in letti e, top dei servizi, una toilette …con il bidet. Si assicurano prezzi convenienti. Mah!

G – Grammatica – La grammatica, si sa, nonostante le tenaci resistenze sue e dei suoi insegnanti, subisce continui cambiamenti, a volte impercettibili, altre volte più vistosi, indotti dall’insorgere di nuove istanze nel sistema di comunicazione in generale e in quello letterario in particolare. Risale a qualche giorno fa la proposta in Francia, sottoscritta da circa quattromila donne le quali chiedono che venga attuata la parità di genere appunto nella grammatica. Infatti, come è noto, la regola della concordanza di un attributo e/o di un nome del predicato comporta, nel caso in cui i sostantivi cui si riferiscono siano uno maschile e uno femminile, o anche uno maschile e più di uno femminile, la prevalenza del maschile. Le donne firmatarie della proposta chiedono “un cambio dei manuali nel quale sia prevista la possibilità di accordare aggettivi e participi secondo il genere del nome più vicino.

Ad esempio: «Un cappello e una giacca nere». Oppure : «Laura. Giacomo e Paola sono simpatiche». Femminismo a parte, una grammatica meno schiacciata sul maschile, offrirebbe più libertà nella costruzione delle frasi e sarebbe esteticamente più elegante.”( La Repubblica, 24 gennaio 2012, p. 35). Penso che non tutti sappiano che esiste anche una grammatica della fede. L’espressione è comparsa in un articolo dell’Osservatore Romano il 18 gennaio scorso. Il significato dell’espressione si evince chiaramente dal contesto di questo passo. “Ora l’invito del Papa si concretizza nella nuova evangelizzazione…in questo tempo si deve realizzare in nuovi scenari, specialmente in quelli più secolarizzati dove si è persa «la grammatica delle fede», e perciò quella della natura umana, perché si è dimenticato, quando non rifiutato, Dio”.

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