A Galleria Toledo lo spettacolo del duo Ricci/Forte mette a nudo la paura di crescere di una generazione in preda alle serie televisive e ad una solitudine che non trova soluzione.
Li hanno definiti accattivanti, provocatori, incisivi, tragici, disturbanti, irriverenti, dolorosi. Ultima replica questa sera alle 18.00 per «Macadamia Nut Brittle» del duo Ricci / Forte, che ha letteralmente folgorato la scena italiana degli ultimi anni. Un teatro violento e iper-performativo, che sciocca lo spettatore, ne scuote la coscienza e l’immaginario. Richiesti ormai nei festival di tutta Europa, i due artisti sono tra l’altro sceneggiatori di successo di parecchie serie tv in Italia. Non è possibile dire la solitudine di una generazione dai sentimenti plastificati, le cui storie d’amore si consumano in chat, sms, sesso violento, vuoto, devastante. Tutto questo si porta in scena in uno spettacolo dai colori forti, in cui la violenza degli avvenimenti fa da contrappunto a testi struggenti. Dolorosi.
Che scavano nell’impossibilità di essere se stessi. Nella difficoltà di prendere forma tra le tante immagini televisive imposte. Uno spettacolo che non si può raccontare. Si può solo vedere. Uno spettacolo che sconvolge, sicuramente. A cui bisogna esser pronti. In scena quattro bravissimi attori, Anna Gualdo Giuseppe Sartori Andrea Pizzalis Fabio Gomiero.
Una estenuante quotidianità fatta di perdite, fallimenti e rinunce, nella quale la volontà di riempire il vuoto si manifesta con l’eccesso di un sesso che diventa corpo gettato, inconsapevole, violentato, teatro di infelicità sopite. E’ il gioco dell’identità perennemente in divenire, che fa caparbiamente aggrappare tre adolescenti trentenni al paracadute di un’infanzia che precipita verso la necessità di crescere.
Il ritmo è quello incalzante di un talent show, lacerato da monologhi di feroce intensità, porta il pubblico di spettatori-voyer a riflettere, senza sconti e senza concessioni, sul mondo dei foreveryoung, su un identità adulta sempre rimandata. La reiterazione di un gioco di bambini che si cristallizza in una volontà di non prendere coscienza del proprio stare al mondo. Un riferimento alla morte, alla perdita del genitore che priva dell’unica identità: essere figli. A fare da fondale una parata di magnifiche ossessioni, forse strenui tentativi di salvezza, è uno scarno quanto desolato paesaggio di macerie colorate e pop, agitato da una bulimia di consumi. Una tensione vigorosa e sanguinante, fra esplosioni di violenza, esercizi di ginnastica sessuale estrema ed esplorazione del corpo e dei suoi limiti, senza tabù.
Macadamia Nut Brittle non è intrattenimento, ma elettroshock. Porta in scena le nude emozioni dello spettatore e vuole riattivare i meccanismi di un pensiero critico, vincendo il torpore televisivo. Si ride, si soffre, ci si eleva e ci si schianta senza un attimo di respiro. Senza catarsi.
Informazioni e prenotazioni : Galleria Toledo – teatro stabile d’innovazione
via Concezione a Montecalvario, 34 80134 Napoli
tel. 081 425037 – 081 5646162
galleria.toledo@iol.it
www.galleriatoledo.org

